SICUREZZA ALIMENTARE. Latte crudo, prorogata l’ordinanza ministeriale

Prorogata e aggiornata l’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 recante "Misure urgenti in materia di produzione, commercializzazione e vendita diretta di latte crudo" in scadenza il prossimo 14 gennaio. Il Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini che ha firmato la proroga, ha precisato che "l’Ordinanza è volta a garantire la massima tutela della salute dei cittadini-consumatori ripartendo dalla considerazione che le prescrizioni in essa contenute, rappresentano il necessario strumento per l’abbattimento del rischio di infezioni, in particolare del temibile batterio Escherichia Coli enteroemorragico che può, soprattutto nei bambini, essere devastante e del quale il Ministero della salute ha registrato, anche recentemente, 2 nuovi gravi casi adesso riconducibili in età pediatrica".

"Il latte italiano – ha aggiunto il Sottosegretario – è di grande qualità, i controlli veterinari sono costanti e attenti, ed il provvedimento è volto a fare in modo che i consumatori possano utilizzare questo prodotto in assoluta sicurezza. Per questo è stato disposto l’obbligo che sui distributori automatici sia ben visibile la scritta prodotto da consumarsi dopo bollitura, infatti il trattamento termico è l’unico modo per distruggere i microrganismi patogeni. Non si può quindi abbassare la guardia dei Servizi veterinari delle ASL e dei Carabinieri dei NAS per una capillare azione di controllo sul latte crudo commercializzato con continue verifiche presso gli allevamenti e i distributori."

L’Ordinanza vuol prevenire le sindromi emolitico-uremiche (SEU) correlate al consumo di latte crudo erogato da distributori automatici e prevede l’obbligo di riportare sulle macchinette erogatrici e sulle bottiglie l’indicazione che il latte crudo deve essere consumato previa bollitura; il divieto di somministrazione di latte crudo nell’ambito della ristorazione collettiva; l’obbligo di pastorizzazione anche per il latte crudo utilizzato per la preparazione di gelati in quanto se non sottoposto ad adeguato trattamento termico comporta per la salute del consumatore i medesimi rischi connessi alla sua assunzione diretta.

Il Centro di referenza nazionale per la qualità del latte bovino presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna ha condotto analisi su 4500 campioni, prelevati sia in allevamento sia alla distribuzione. Da giugno 2008 a febbraio 2010 i NAS hanno ispezionato 178 distributori e prelevato 309 campioni di cui 5 non regolamentari. Sono stati sequestrati 8 distributori automatici, 4.757 litri di latte crudo, 1 azienda agricola con 315 bovini e 1 apparecchio per la filtrazione del latte. Dieci persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria. I campioni effettuati a partire da novembre 2009 sono risultati tutti regolamentari.

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