SICUREZZA ALIMENTARE. Latte e formaggi, verso etichettatura. UNC: “Obbligo paradossale”

Rintracciabilità dell’origine del prodotto per tutta la filiera del latte. Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha infatti presentato alla filiera una bozza di provvedimento sull’etichettatura obbligatoria d’origine del latte. Dopo aver raccolto le osservazioni del settore, la bozza sarà trasmessa alla Commissione europea per essere esaminata. "Questo provvedimento – ha detto Zaia – sarà una rivoluzione trasparente per il latte italiano e i suoi derivati che garantirà i produttori e i consumatori."

La decisione è stata accolta con favore da Coldiretti, impegnata proprio in questi giorni in una serie di mobilitazioni: "E’ un importante primo risultato della nostra mobilitazione a difesa del Made in Italy dalla stalla alla tavola che ha impegnato migliaia di allevatori ai valichi, ai porti, davanti agli stabilimenti industriali e nelle sedi istituzionali", ha detto il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Il decreto presentato obbliga a indicare l’origine del latte impiegato nel latte a lunga conservazione e in tutti i prodotti lattiero caseari ma, sottolinea la Coldiretti, vieta anche l’impiego di polveri di caseina e caseinati nella produzione di formaggi. Si stabilisce inoltre che il formaggio si fa con il latte e non con le polveri ma regolamenta anche l’impiego di semilavorati industriali nella produzione di formaggi e mozzarelle che dovrà essere indicato in etichetta. E nel corso dell’odierna assemblea nazionale, "abbiamo deciso – ha detto Marini – di sospendere momentaneamente la mobilitazione dopo il grande risultato della presentazione ufficiale del Decreto sull’obbligo di indicare l’origine in etichetta per latte e derivati e sul divieto dell’uso delle polveri per la produzione di formaggi".

Sul tema interviene l’Unione Nazionale Consumatori che esprime però un certo scetticismo sulle effettive ripercussioni del provvedimento. "L’obbligo di indicare l’origine del latte importato per fare i formaggi sarebbe paradossale di fronte alla possibilità di qualunque operatore di importare un formaggio anonimo da qualunque Paese ed etichettarlo con un nome di fantasia come ‘Caciotta del pastore’, in modo che sembri nostrano, senza indicare l’origine perché non c’è alcun obbligo": è quando dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. Per Dona infatti "la disciplina dell’indicazione dell’origine sui prodotti alimentari è una partita troppo importante per essere affrontata in modo demagogico e partigiano. D’altra parte nulla vieta ai produttori nazionali di scrivere in etichetta che il formaggio è fatto con latte nazionale, in modo da permettere al consumatore una scelta consapevole, come già succede per il latte fresco pastorizzato nazionale, che deve indicare la zona di provenienza".

 

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