SICUREZZA ALIMENTARE. Latte, supermercati invasi da mucche al pascolo

L’Italia è invasa da mucche al pascolo che stanno cercando, nei centri commerciali e nei grandi supermercati, latte e formaggi veramente italiani. Stiamo parlando dell’Operazione Verità messa in atto dalla Coldiretti per la difesa del Made in Italy dal campo alla tavola che ha coinvolto oltre centomila agricoltori ai valichi, ai porti, davanti agli stabilimenti industriali e alle sedi istituzionali.

Dopo Milano, alla cui mobilitazione hanno partecipato anche le Associazioni dei consumatori (MDC e Confconsumatori), le mucche al pascolo sono arrivate anche a Roma, nel Centro commerciale Euroma 2 in via Cristoforo Colombo, e continuano la protesta davanti a Montecitorio . "I blitz messi in atto nell’ambito dell’Operazione Verità – sottolinea Coldiretti – puntano a denunciare il fatto che solo un prodotto su tre di quelli venduti nella grande distribuzione italiana è realizzato con prodotti agricoli italiani, ma nessuno lo sa. Per questo alcuni attivisti della Coldiretti sono entrati nei supermercati con curiose magliette con la scritta gli italiani lo fanno meglio, hanno regalato frutta a km zero ai consumatori per far assaggiare il gusto del vero Made in Italy e hanno distribuito volantini per svelare gli inganni a tavola".

"I supermercati importano, i consumatori pagano, le imprese chiudono", "Cara mamma, pretendi dal tuo supermercato trasparenza", "Vogliamo il vero latte italiano sugli scaffali", "L’etichetta d’origine salva il lavoro degli agricoltori e le scelte dei consumatori" sono alcuni degli slogan gridati dagli agricoltori davanti alle strutture commerciali dove sono stati inoltre allestiti Mercati di Campagna Amica.

Gli inganni del finto Made in Italy riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. Per ogni prodotto agricolo realizzato nei campi o negli allevamenti situati in Italia, si sviluppa un Made in Italy alimentare cinque volte più grande tra contraffazioni e imitazioni.

A fronte di 20 miliardi di export Made in Italy nel mondo, ci sono altri 60 miliardi generati da prodotti che non hanno mai visto il nostro Paese. E’ per questo che Coldiretti si è impegnata nella realizzazione una filiera agricola tutta italiana, un grande sistema agroalimentare, che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità e a un prezzo giusto.

Secondo l’indagine Coldiretti-Swg il 98% dei cittadini considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale, ma in Italia la metà della spesa è ancora anonima.

"ll pressing della Coldiretti ha portato all’obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, all’arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all’obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004, il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, all’obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all’etichetta del pollo Made in Italy per effetto dell’influenza aviaria dal 17 ottobre 2005 e all’etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008".

"Dal primo di luglio è arrivato anche l’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate nell’extravergine, ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50% della spesa – ha concluso la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine".

Il Movimento Difesa del Cittadino e Confconsumatori, anche in rappresentanza delle altre associazioni del Comitato Consumatori Lombardo (Cittadinanzattiva, UNC,Assoutenti e Movimento Consumatori), hanno partecipato attivamente alle manifestazioni pubbliche, organizzate da Coldiretti a tutela del patrimonio agroalimentare italiano. La difesa della filiera agricola italiana e della sicurezza alimentare, sono da tempo una priorità per le associazioni lombarde. Di fianco ai produttori, dunque, per tutelare i consumatori.

"Le violazioni igienico sanitarie rilevate ieri al valico del Brennero – dichiara Lucia Moreschi responsabile regionale del Movimento in Lombardia – testimoniano la necessità di intensificare il controlli sui prodotti importati. I cittadini hanno diritto di conoscere la provenienza degli alimenti che acquistano e consumano e pagano, e questa certezza gli verrà data solo con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti".

"Sono già molti i procedimenti penali in corso che interessano truffe del settore agraliomentare, in cui le associazioni di consumatori si sono costituite parte civile – ricorda Francesca Arnaboldi – presidente regionale di Confconsumatori – e naturalmente siamo pronti a fare lo stesso nei procedimenti che si apriranno a seguito dei blitz al valico del Brennero che hanno messo in luce gravi violazioni igienico sanitarie e vere e proprie truffe a carico dei cittadini consumatori".

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