SICUREZZA ALIMENTARE. Medici Veterinari e ISS: a Roma un confronto sul ruolo dell’audit

Un audit per tutti come garanzia in più per la sicurezza alimentare. Questo il tema centrale del convegno organizzato oggi a Roma dalla SIMeVeP (Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva) e dall’Istituto Superiore di Sanità. "Fare audit serve – ha detto Aldo Grasselli, presidente della SIMeVeP – a patto che sia attuato secondo criteri uniformi". Ed è proprio l’esigenza di omogeneità a livello internazionale e non solo l’esigenza che da più parti è stata messa in evidenza.

"E’ necessario – ha proseguito Grasselli – fare un grande sforzo a favore dell’uniformità. Per questo servono standard internazionali". A livello nazionale, ad esempio, esistono "diverse velocità. Le norme ci sono, ma una volta prodotte non sono automatiche nella loro attuazione. Non si può immaginare una esecuzione immediata delle novità in un sistema come il nostro dove Ministero, Regioni e Asl hanno una loro indipendenza".

Anche Silvio Borrello, Direttore della Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione presso il Ministero del Lavoro, ha richiamato la necessità, in tema di controlli, "di individuare percorsi comuni e una condivisione di intenti. Se uno Stato membro conferisce la competenza di effettuare i controlli ufficiali ad un’altra autorità o ad altre a livello locale, si deve assicurare un coordinamento efficace ed efficiente tra tutti gli organi competenti interessati".

In questo contesto di ricerca dell’uniformità diventa essenziale il ruolo della collaborazione e della formazione. "Come Società Italiana di Medicina intendiamo proporre – ha proseguito Grasselli – un protocollo di intesa che coinvolga il Ministero, le altre società scientifiche, le regioni. Scopo dell’accordo è rispondere alle esigenze di sistema e di formazione per gli esperti". Tra gli obiettivi ci sono quelli di "abbandonare le pratiche burocratiche, di collaborare con le imprese per la realizzazione di controlli in armonia con l’attività di produzione delle imprese, di portare la formazione nei distretti". Per quanto riguarda l’importanza della formazione Grasselli ha sottolineato la necessità di "un accompagnamento mediato anche dalle società scientifiche".

Antonio Menditto, del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’ISS, ha portato alcuni esempi di formazione di collaborazione tra i vari soggetti istituzionali. E’ il caso della Regione Siciliana che, nella prima metà del 2008, in collaborazione con il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del personale sanitario ha chiesto la collaborazione dell’ISS per l’elaborazione di un percorso formativo rivolto al personale nei servizi veterinari. E ancora: la Liguria, nel 2007, ha chiesto la collaborazione dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e dell’ISS per un percorso formativo per il personale operante nelle Unità operative igiene degli alimenti e della nutrizione, Sanità animale delle 5 Asl della Regione.

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