SICUREZZA ALIMENTARE. Menù europei a base di veleni. WWF lancia allarme

La principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni) è l’alimentazione. A lanciare l’allarme è il WWF in un nuovo dossier "La catena della contaminazione globale: il ruolo dell’alimentazione" realizzato in vista del voto finale della Commissione ambiente sul Reach, il regolamento Ue contro l’inquinamento chimico.

Il WWF ha rinvenuto, in 27 campioni di alimenti di largo consumo (prodotti caseari, carne, pesce, pane, olio d’oliva, miele, succo d’arancia), 119 sostanze tossiche, appartenenti a 8 diversi gruppi di composti chimici. I 27 campioni di alimenti provenivano da Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia, Spagna, Grecia e Finlandia. La catena di contaminazione, si legge nel comunicato del WWF, è un percorso complesso che i composti chimici compiono intorno al mondo dai produttori ai prodotti di consumo, alla fauna selvatica fino agli esseri umani. Sono presenti nelle case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola.

"Neanche la dieta più salutare ci mette al riparo saldagli inquinanti chimici tossici oramai – commenta Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia – Per questo noi crediamo che le sostanze chimiche debbano essere sottoposte ad una normativa più efficace. Siamo alla vigilia del voto su REACH, lo strumento dell’Ue per la regolamentazione delle sostanze chimiche, e chiediamo ai parlamentari europei che siano bandite le sostanze più pericolose e applicato il principio di sostituzione, siano fissati requisiti severi per i produttori al fine di garantire trasparenza di informazione su tali sostanze. E’ necessario, inoltre, che il consumatore sappia quali sostanze sono presenti nei prodotti di uso quotidiano."

Nessuno dei prodotti, tutti comprati in supermercati e di marche comuni – precisa il WWF- è risultato esente da tracce di sostanze chimiche, al contrario in tutti sono stati rinvenuti, in varia misura e secondo miscele differenti, i 119 composti tossici appartenenti agli 8 gruppi di sostanze presi in esame. Sono stati rintracciati inquinanti come ftalati nell’olio d’oliva, nei formaggi e nella carne, pesticidi organoclorurati (come il DDT) nel pesce nel burro, nella carne di renna, muschi artificiali e organostannici nel pesce, ritardanti di fiamma ancora nella carne e nel pesce (tabella completa con i risultati dell’indagine). Neppure la lasagna è stata risparmiata dall’indagine del WWF, che grazie alla collaborazione dell’Università di Siena ha effettuato test su campioni di prodotto, acquistati nei supermercati di 4 città italiane: sono stati rintracciati più di 40 pesticidi, tra cui il DDT.

"I livelli di contaminanti rilevati negli alimenti analizzati – avverte l’associazione – non sono ingrado di causare conseguenze dirette o immediate sulla salute, ma deve essere seriamente valutato l’effetto di un’esposizione cronica, anche a basse dosi, di un cocktail di contaminanti attraverso la dieta, soprattutto nel feto in via di sviluppo, nei neonati e nei bambini". Per sensibilizzare i politici di Bruxelles sulle sostanze chimiche pericolose alla vigilia del voto del REACH il WWF ha prodotto anche uno spot shock con 4 parlamentari europei, scaricabile sul sito dell’associazione al link http://detox.panda.org/tvspot/index.cfm.

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