SICUREZZA ALIMENTARE. Mucca pazza, due decessi in Spagna. Agricoltori: in Italia nessun pericolo

E’ di ieri la notizia di due vittime spagnole del morbo di Creutzfeld-Jacob, ritenuta la variante umana della cosiddetta mucca pazza che è probabile siano state contaminate otto anni fa. "In Italia non c’è alcun pericolo", commentano gli agricoltori della Cia che ribadiscono così "la grande sicurezza della carne commercializzata nel nostro Paese. Rigorosi sono i controlli in tutta la filiera. E’, quindi, fuori luogo qualsiasi tipo di allarmismo". La confederazione ricorda infatti che quando esplose nel 2000 l’emergenza "mucca pazza", proprio sull’onda di una psicosi generale, i consumi di carne bovina subirono un calo vertiginoso. Otto consumatori su dieci si allontanano inizialmente dall’acquisto di carne. E i danni per i produttori e per l’intera filiera furono ingenti: oltre 2 miliardi di euro.

Anche per Coldiretti "ci sono tutte le garanzie di sicurezza per evitare un effetto psicosi sui consumi che è già costato nel passato due miliardi di Euro". "Da allora – prosegue – sono stati introdotte stringenti misure sul fronte della qualità, della tracciabilità e della genuinità e della sicurezza dei prodotti come il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame e l’eliminazione degli organi a rischio BSE dalla catena alimentare. Ma anche e soprattutto l’introduzione a partire dal 1° gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d’identità del bestiame. Oggi esiste dunque una sicurezza totale per i consumatori in quanto tutti i bovini sopra i 24 mesi sono controllati".

Anche Confagricoltura rassicura: "Il sistema dei controlli è assolutamente affidabile. Le nostre carni sono sottoposte a verifiche severe e puntuali. I consumatori, dunque – continua Confagricoltura – possono stare tranquilli perché dal 2000, in Italia come nel resto d’Europa, esistono misure di prevenzione ed un’attività di sorveglianza su tutta la catena alimentare zootecnica che garantisce in maniera assoluta le carni dai rischi di Bse."

 

Comments are closed.