SICUREZZA ALIMENTARE. Nel napoletano sequestrate 2,5 tnl di pesce e falso Parmigiano Reggiano

Nel napoletano i controlli straordinari prenatalizi dei Nuclei antifrode dei carabinieri hanno colpito nel segno: a Castellammare di Stabia sono state sequestrate 2,5 tonnellate di pesce in cattivo stato di conservazione, per un valore commerciale di circa 50mila euro. Il pesce era conservato a temperatura ambiente, nonostante l’etichetta indicasse una temperatura di conservazione inferiore a -18 gradi. Inoltre il locale dove era conservato il prodotto ittico non era idoneo alla conservazione di alimenti ed era in fase di ristrutturazione non autorizzata. Ma non è tutto. A Boscoreale (Na), presso un noto supermercato sono state sequestrate confezioni di formaggio con la falsa denominazione Dop ”Parmigiano Reggiano”, e a Pompei, presso un supermercato della grande distribuzione sono state sequestrate confezioni di pomodorini con la falsa Dop ”pomodorino del piennolo del Vesuvio”.

"Quando la domanda aumenta e l’offerta non riesce ad adeguarsi si corre il rischio di un aumento delle frodi – spiega Silvia Biasotto, responsabile Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – E’ importante, quindi, aumentare i controlli in periodi di forte domanda come quelli precedenti le festività natalizie". La contraffazione rimane un problema che riguarda soprattutto i prodotti a marchio. Nel rapporto sulla sicurezza alimentare Italia a Tavola 2010 (MDC, Legambiente) si contano numerose storie di contraffazione di prodotti DOP o IGP, tra cui proprio il Parmigiano Reggiano. In particolare, per i prodotti a marchio, nel 2009, l’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari ha svolto 2.106 ispezioni, sottoponendo a controllo circa 2 mila operatori e oltre 3 mila prodotti. Il 9% circa dei campioni analizzati è risultato irregolare.

"Per il settore ittico – ricorda Biasotto – il 65% dei sequestri effettuati dalla Guardia Costiera nel 2009 ha riguardato proprio carenze igienico-sanitarie. Non mancano le irregolarità in materia di etichettatura soprattutto in canali di vendita come i mercati rionali. Nell’ultimo rapporto di MDC pubblicato nei giorni scorsi è emerso che solo un terzo del campione preso in esame rispetta in pieno la legge. Le sedi locali di MDC hanno visitato nel mese di novembre 2010 oltre 130 banchi in 7 regioni d’Italia: Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche e Toscana. L’esame dei dati relativi ai contenuti delle etichette evidenzia come sia il prezzo l’informazione più presente (80%) un po’ in tutte le regioni. Difficile invece – conclude Biasotto – la situazione per due indicazioni essenziali per la trasparenza dell’informazione al consumatore: solo 4 banchi su 10 indicano la provenienza del prodotto e il metodo di produzione. Mentre solo il 60% la denominazione commerciale del prodotto".

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