SICUREZZA ALIMENTARE. Obbligo di provenienza nelle etichette alimentari. I commenti

"Del tutto condivisibile ed apprezzabile il disegno di legge sull’etichettatura dei prodotti alimentari". Lo ha dichiarato Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori in riferimento al disegno di legge presentato dal presidente della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora.

La proposta è quella di rendere obbligatoria, nell’etichettatura dei prodotti alimentari immessi in commercio sul territorio italiano, l’indicazione del luogo di origine e provenienza della materia prima agricola utilizzata.

"Quella dell’indicazione obbligatoria – si legge in un comunicato di Federconsumatori – del luogo di origine e provenienza della materia prima agricola su tutte le etichette dei prodotti alimentari è una questione che, da sempre, abbiamo rivendicato con forza, non solo in occasione di traumi alimentari quali BSE, influenza aviaria e contaminazioni da diossina nelle carni suine. Ben venga quindi, il disegno di legge presentato dal Presidente della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del Senato".

"Riteniamo – conclude la nota – che una maggiore tutela in campo alimentare ed un’informazione esauriente circa i prodotti immessi sul mercato siano delle priorità assolute, specialmente alla luce dei casi vergognosi ed inaccettabili che continuano a verificarsi e per i quali, comunque, continuiamo a richiedere sanzioni più severe.

"Lo scandalo del latte alla melamina e quello della carne di maiale irlandese alla diossina avrebbero fatto meno paura se in Italia fosse già entrato in vigore l’obbligo di indicare il luogo di origine e provenienza della materia prima agricola utilizzata per tutti gli alimenti". E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per il disegno di legge presentato dal presidente della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora.

"L’obiettivo – sottolinea la Coldiretti – è di per far uscire dall’anonimato oltre la metà della spesa alimentare degli italiani per la quale non è ancora obbligatorio indicare in etichetta la provenienza con il rischio che venga spacciato sul mercato nazionale ed estero il falso Made in Italy a danno degli imprenditori e dei consumatori. L’etichetta – spiega la Coldiretti – resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per yogurt, latticini e formaggi non a denominazione di origine.

E’ importante che – precisa la Coldiretti – l’Italia, leader nella qualità alimentare si faccia promotrice in Europa di una nuova normativa piu’ attenta alla trasparenza degli alimenti per favorire i controlli e consentire ai cittadini di fare scelte di acquisto consapevoli.

Secondo l’indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalità dei cittadini (98%) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti. Colmare questo ritardo – conclude Marini – consentirà alle nostre imprese, cooperative e consorzi agrari di valorizzare concretamente il prodotto agricolo nazionale con filiere agroalimentari Made in Italy dal campo alla tavola che potranno avvalersi dei sostegni alla promozione all’estero attraverso lo strumento del credito di imposta.

 

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