SICUREZZA ALIMENTARE. Ogm e mass media: informazione valutativa e spesso poco approfondita

In tema di sicurezza alimentare e in particolare di Ogm i giornalisti potrebbero fare di più. Manca un’informazione scientifica e divulgata; scarsa è la presenza di approfondimenti e la citazione delle fonti e spesso i giornalisti tendono a presentare il tema in termini valutativi. E’ quanto emerge dal II rapporto MediaBiotech "Ogm e mass media in Italia," studio coordinato dalla Fondazione Diritti Genetici e presentato oggi a Roma.

La ricerca ha riguardato le maggiori testate di informazione radio televisiva e di carta stampata nell’autunno 2007. "Non a caso è stato scelto questo periodo – ha spiegato Simona Galasso, coordinatrice del progetto – visto il lancio della Consultazione nazionale su Ogm e modello agroalimentare a cura della Coalizione "ItaliaEuropa-liberi da Ogm".

"Un’informazione discontinua, spesso poco approfondita dal taglio quasi esclusivamente politico". Così Grazia Basile, professore associato di Linguistica generale presso l’Università di Siena ha aperto la descrizione dei risultati della ricerca. In particolare, fra i grandi quotidiani nazionali quelli che hanno dedicato maggior spazio alla Consultazione sono stati l’Unità (16,5%), il Manifesto e La Repubblica (14,8%). Per quanto riguarda la stampa periodica oltre un terzo degli articoli sono stati pubblicati da Agrisole, settimanale de Il Sole24Ore (36,4%), seguito da Il Salvagente (30,3%), Left (12,1%) e Oggi (9,1%).

"Si tratta – ha proseguito Basile – soprattutto di articoli di opinione (30,4%), pastone ovvero resoconto dei fatti accompagnato da opinioni (21,7%) e pezzi di cronaca (20%). Nei periodici la percentuale più alta è invece costituita dagli articoli pastone e da quelli che presentano la tipologia mista (24,2%)."

Il carattere valutativo politico e poco oggettivo dell’informazione emerge soprattutto dall’analisi della titolatura. C’è una prevalenza dei cosiddetti titoli soggettivanti e di carattere emotivo (63% sui quotidiani e 55% nei periodici) contro quelli oggettivanti e di carattere più neutro. Anche le presentazioni hanno un carattere valutativo in cui risulta evidente una resa di pozione da parte dei protagonisti dell’articolo o più raramente da parte del giornalista.

Pochi gli approfondimenti. "Solo nel 23% degli articoli dei quotidiani – ha precisato Basile – sono presenti box e schede, nel 13% nel caso dei periodici. Tra i box soltanto il 5% di quelli riportati dai quotidiani presenta l’indicazione della fonte, nessuno nel caso dei periodici".

Per quanto riguarda invece le radio e le tv i risultati si differenziano a seconda della tipologia di emittente o di trasmissione. In generale dalla ricerca emerge una informazione discontinua dove l’argomento degli Ogm è stato trattato soprattutto negli spazi dedicati all’informazione (60%). Le televisioni hanno dedicato solo il 6,7% delle 30 ore di programmazione analizzate al tema. E’ il Tg1 ad averne parlato di più con 40 minuti, contro i 28 e 22 minuti rispettivamente del Tg3 e del Tg2. I telegiornali Mediaset se ne sono occupati complessivamente per 15 minuti su un totale di 5 ore di programmazione mentre il TgLa7 gli ha dedicato 16 minuti su 3 ore.

Come accennato, la tipologia dei servizi varia a seconda delle tv: mentre quella di informazioni ha dato più spazio alle notizie di cronaca (51,7%), la tv di approfondimento è stata orientata prevalentemente a fornire commenti e valutazioni (48,9%) come quella di intrattenimento (52,6%). Stesso discorso per le radio: in quelle di informazione un grosso spazio è occupato dal resoconto degli eventi (64,6%), mentre in quelle di approfondimenti lo spazio maggiore è quello riservato ai commenti (28,3%).

 

A cura di Silvia Biasotto

Comments are closed.