SICUREZZA ALIMENTARE. Olio, origine in etichetta: i commenti dei consumatori e degli agricoltori

Soddisfazione è stata espressa da consumatori e agricoltoriper l’entrata in vigore dell’obbligo di indicazione di origine nell’etichetta dell’olio di oliva vergine ed extravergine. Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino ha detto: "Da oggi anche l’olio di oliva ha la sua carta di identità: è entrato in vigore l’obbligo dell’indicazione dell’origine in etichetta. Un provvedimento importante che risponde all’esigenze dei consumatori di maggiori garanzie". Secondo il 96% degli italiani l’indicazione di origine in etichetta è un elemento fondamentale ai fini della sicurezza alimentare. E’ quanto è emerso dal IV Rapporto sulla sicurezza alimentare "Italia a Tavola 2007" realizzato dal Movimento difesa del cittadino(MDC) insieme a Legambiente.

Secondo l’indagine, nel 2006 sono stati oltre 2000 i controlli effettuati dai Nas. Il bilancio? 331 infrazioni penali rilevate e 410 amministrative contestate, 39 strutture chiuse e sequestrate e 373 persone segnalate all’autorità giudiziaria e amministrativa. Non meno rilevanti i dati del Rapporto riguardanti l’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti alimentari relativi al 2006: 5.500 operatori controllati di cui 454 irregolari, 72 notizie di reati e 82 sequestri per un valore di 359.000 euro.

Una stretta di vite e stata data sul fronte dei controlli: nel caso dei Nas le ispezioni sono passate da poco più di 1600 nel 2003 a oltre 2100 nel 2006; per l’Ispettorato, da oltre 4600 operatori controllati nel 2005 a circa 5500 nel 2006. "Questi numeri – sottolinea il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MCD) – testimoniano il grande lavoro svolto da parte delle istituzioni preposte ai controlli nel settore della sicurezza alimentare. Ci auguriamo che anche quest’anno si prosegua sulla stessa linea".

Da oggi "l’olio d’oliva "made in Italy" – afferma la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) – è più tutelato dalle falsificazioni, dall’assalto degli "agropirati" e dalle sofisticazioni E così anche il lavoro dei nostri produttori, che puntano da anni alla qualità, è pienamente valorizzato. Ora, però, occorre impegnarsi a livello europeo per difendere il provvedimento, poiché è stato giudicato dalla Commissione Ue in contrasto con il regime della concorrenza". "Si tratta -prosegue la Cia – di un provvedimento importante, attraverso il quale si impedisce di ingannare i consumatori vendendo come italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri Paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca al nostro settore olivicolo un danno superiore ai 650 milioni di euro".

"Occorre attivare i controlli negli stabilimenti – dichiara Coldiretti– per assicurare che tutti gli oli etichettati, d’ora in poi, rispettino le condizioni fissate dal Decreto che prevede che sulle confezioni di vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati in ordine di quantità decrescente, con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione".

Come leggere l’etichetta? "Se l’extravergine in vendita nei prossimi giorni – precisa Coldiretti non riporterà indicazioni come "olive raccolte in Italia", "da olive coltivate in Italia", "da olive prodotte in Italia" o "100% olive italiane", significa che si tratta di olio straniero o ottenuto da miscugli di olive con origine anche diversa da quella nazionale. L’assenza di indicazioni sull’origine delle olive può invece significare due cose: o il mancato rispetto della legge o il fatto che si tratta di olio imbottigliato prima del 17 gennaio per il quale il decreto concede la possibilità di 18 mesi di tempo per la commercializzazione. Per essere sicuri di acquistare olio italiano, Coldiretti consiglia di scegliere "uno dei 38 extravergini a denominazione di origine (Dop) prodotti in Italia, acquistando direttamente nelle aziende agricole oppure verificando attentamente che sulle etichette ci sia scritto il luogo di origine delle olive come "da olive raccolte in Italia", "da olive coltivate in Italia", "da olive prodotte in Italia" o "100% olive italiane" e non solo il luogo di confezionamento dell’olio".

"ll decreto sull’origine obbligatoria in etichetta per l’olio d’oliva che entra in vigore – commenta Confagricoltura – conferma la determinazione italiana nel procedere alla modifica del regolamento comunitario 1019/02, che stabilisce in merito solo la facoltatività". Confagricoltura auspica che le regole sull’etichettatura, dettate da questa nuova norma, che dovranno essere messe a punto nei prossimi giorni in sede ministeriale, forniscano ai produttori indicazioni chiare ed ai consumatori reale trasparenza. "Non va tuttavia trascurato – conclude la Confederazione – il fatto che occorre sull’argomento una definitiva pronunzia delle Istituzioni europee".

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