SICUREZZA ALIMENTARE. Pasqua, Nas sequestrano 270 tonnellate di prodotti. Cosa prevede la legge?

I Carabinieri dei 37 NAS dislocati sul territorio nazionale hanno effettuato controlli a tappeto nei confronti di aziende di produzione e commercializzazione di prodotti tipici pasquali. Nel corso delle 1662 ispezioni i Carabinieri hanno rilevato 869 irregolarità. Si va dall’utilizzo di materie prime scadute (anche da 2 anni) e adulterate alla manomissione delle etichette di colombe ed uova pasquali di origine industriale vendute come artigianali, alle carenze igienico sanitarie, alle irregolarita’ nelle procedure di rintracciabilita’ fino alla cattiva conservazione dei prodotti alimentari.

Le violazioni rilevate hanno condotto i militari operanti a sottrarre alla distribuzione commerciale oltre 270 tonnellate di prodotti dolciari tipici delle festivita’ di Pasqua e di alimenti vari, per un valore totale di oltre 2 milioni di Euro; sequestrate anche migliaia di etichette fraudolentemente utilizzate per la contraffazione di colombe ed uova di cioccolato.

Ma cosa prevede la legge in tema di etichettatura dei dolci pasquali? Help Consumatori ha chiesto a Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino, di illustrarci i contenuti del Decreto del 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività Produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con il quale vengono definite le caratteristiche di alcune tra le più note specialità dolciarie della tradizione italiana. Panettone, Pandoro, Colomba, Savoiardo, Amaretto, Amaretto Morbidotrovano nella nuova disciplina trovano una tutela ad hoc.

"Il decreto – spiega Biasotto – dispone che:

  • per ogni prodotto sono indicati gli ingredienti obbligatori e facoltativi e il procedimento di produzione;
  • è previsto l’utilizzo della denominazione anche per i prodotti privi di alcuni ingredienti e/o arricchiti di altri, purchè le variazioni siano indicate in etichetta quali, ad esempio nel panettone, uvetta e canditi;
  • ulteriori ingredienti caratterizzanti il prodotto, usati in aggiunta a quelli previsti, devono essere dichiarati nella denominazione di vendita, indicandone la relativa percentuale di impiego;
  • Panettoni, Pandori e Colombe di piccole dimensioni possono essere denominati "Panettoncini", "Pandorini" e "Colombine";
  • le regole di produzione e commercializzazione sono identiche sia per i prodotti industriali che per i prodotti artigianali.

Solo i prodotti che rispettano queste "regole" possono fregiarsi delle denominazioni riservate; i prodotti non conformi al decreto devono utilizzare denominazioni diverse ad esempio Dolce di Natale (Panettone o Pandoro), Biscotto all’Uovo (Savoiardo), Biscotto alle mandorle (Amaretto). Ma veniamo al dolce che evoca le festività pasquali, la Colomba. Il decreto stabilisce che la denominazione sia riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma irregolare ovale simile alla colomba, una struttura soffice ad alveolatura allungata con glassatura superiore ed una decorazione composta da granella di zucchero e almeno il 2% di mandorle, riferito al prodotto finito e rilevato al momento della decorazione".

Gli ingredienti obbligatori sono: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria A o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica (cioè il burro) in quantità non inferiore al 16%; scorze di agrumi canditi in quantità non inferiore al 15%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale. Dunque occhio alla etichetta che deve contenere l’indicazione specifica degli ingredienti utilizzati. A garanzia del rispetto del decreto, gli organismi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali sono impegnati nell’operazione "Colomba": un’attività tesa al controllo relativo alla rintracciabilità dei prodotti e la corretta etichettatura del dolce pasquale.

 

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