SICUREZZA ALIMENTARE. Ricotta rossa ad Olbia, Adoc chiede tracciabilità e sanzioni più forti

Mozzarella blu o ricotta rossa? Purtroppo non siamo nel ristorante di Arlecchino, ma nella realtà. Nella realtà dei supermercati e degli alimentari italiani. Dopo lo scandalo delle mozzarelle blu oggi ne arriva un altro: quello della ricotta rossa scoperta da una signora di Olbia che ha subito chiamato i Nas di Sassari. Il prodotto non risultava scaduto, ma una volta aperta la confezione, presentava un colore tra il rosa e il rosso tenue.

I Nas hanno provveduto a sequestrare in quel market tutte le confezioni di ricotta (qualche unità) di quella stessa marca, tipo e lotto. Il maresciallo dei Carabinieri ha annunciato che i sequestri non riguarderanno solo le confezioni presenti sugli scaffali del market sardo: verrà bloccato il lotto incriminato su tutto il territorio nazionale. L’azienda produttrice non è sarda, ma è del Nord e per questo si è avvertito anche il nucleo Nas competente affinché proceda ai dovuti accertamenti sul caseificio e sui depositi. Le confezioni sequestrate saranno sottoposte ad analisi e per i risultati bisognerà attendere almeno un paio di giorni.

L’Adoc chiede la tracciabilità su tutti i prodotti alimentari e l’inasprimento di sanzioni e pene. "Dopo il nuovo caso della ricotta rossa scoperta ad Olbia chiediamo che venga emanata una legge che preveda la tracciabilità di tutti i prodotti alimentari immessi in commercio – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – con l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta. La tracciabilità è uno strumento essenziale per la lotta alle frodi alimentari ed è un mezzo fondamentale per la tutela e il rilancio del Made in Italy e dei prodotti di qualità. Inoltre, chiediamo l’inasprimento delle sanzioni e delle pene per chi è responsabile di frodi e alterazioni di alimenti".

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