SICUREZZA ALIMENTARE. Riforma di qualità UE, Confagricoltura soddisfatta solo in parte

Venerdì scorso la Commissione Europea ha approvato il pacchetto qualità che rafforza e rende più chiare le regole di qualità sui prodotti agricoli europei. Questo pacchetto soddisfa solo in parte Confagricoltura che commenta: "Dopo quattro anni di accese discussioni e un’inchiesta pubblica, sono ancora poche le richieste degli agricoltori che sono state recepite". Secondo Confagricoltura "è importante l’apertura della Commissione all’inserimento, tra le informazioni da inserire in etichetta, dell’origine degli alimenti legata al luogo di produzione agricola; nello stesso tempo desta preoccupazione il potere riservato alla Commissione di modificare alcuni standard sulla base di nuove opportunità derivanti dall’impiego di nuove tecnologie alimentari". "C’è il rischio, quindi – commenta l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – che tale impostazione porti, nei prossimi anni, ad una riduzione dei livelli qualitativi, come è già successo per frutta e ortaggi."

Per Confagricoltura è positivo il richiamo alla protezione obbligatoria che gli Stati Membri devono dare alle denominazioni d’origine, ponendo così fine alle antiche diatribe tra l’Italia e la Germania sul caso "parmesan". Deludente, invece, il fatto che la Commissione non dia alcuna indicazione sulla necessità di individuare un livello di gestione sovranazionale per le Dop e Igp che hanno una forte rilevanza economica, come il Prosciutto di Parma o il Parmigiano Reggiano, e uno nazionale per quelle locali; ciò nonostante le forti richieste in questo senso anche da parte del Comitato europeo delle Organizzazioni agricole e cooperative (Copa Cogeca) e dello Stato italiano. Tra i punti non trattati nel "Pacchetto qualità", e che erano presenti nella Comunicazione dello scorso anno, Confagricoltura ricorda la definizione di "prodotti di montagna", che avrebbe aiutato aree marginali con forti tradizioni, e quella sui diritti di proprietà intellettuale, che in particolare i produttori di Dop ed Igp reclamano da tempo. "Bene, invece – conclude Confagricoltura – l’eliminazione del nuovo marchio "prodotto di fattoria", che avrebbe creato confusione nel consumatore."

 

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