SICUREZZA ALIMENTARE. SICURA 2006: materiali a contatto con gli alimenti: troppi i dubbi (RTF)

Si è tenuta al Circolo della Stampa di Milano la Conferenza stampa di presentazione di "SICURA 2006", l’importante appuntamento annuale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Modena fiere dal 18 al 20 ottobre prossimo. Il programma della manifestazione prevede 30 sessioni di lavoro, con la partecipazione di 30 relatori che parleranno, nel corso della tre giorni, di sistemi di allerta, nuovi inquinanti alimentari, micotossine, rintracciabilità, nuove tecnologie di conservazione del cibo, alimentazione infantile in una società multietnica e aggiornamento della legislazione italiana e europea in materia di sicurezza alimentare.

La conferenza stampa di presentazione, oltre ad aver fatto il punto sui rischi di cattiva comunicazione ai cittadini in materia di scandali ed emergenze alimentari (mucca pazza, polli infetti, etc), si è focalizzata su alcune tematiche precise, come la sicurezza e qualità dei materiali destinati al contatto con gli alimenti, prendendo in esame, in particolare, i punti critici della legislazione italiana attualmente in vigore.

"La migrazione dei costituenti di materiali di imballaggio negli alimenti confezionati può suscitare molti dubbi sull’integrità e sicurezza del prodotto alimentare", ha dichiarato Francesca Mostardini, di Pack co, (co-autrice) responsabile di una ricerca che verrà presentata nel corso della convention modenese di prossima apertura. Il dossier appositamente realizzato per la manifestazione fieristica modenese, presenterà le conclusioni di un’indagine finalizzata a valutare la sicurezza degli imballaggi alimentari.

"Per legge (DM 21.3.73 e regolamento comunitario 1935/2004 CE, ndr), i materiali di imballaggio devono essere testati al fine di verificare la migrazione di potenziali contaminanti che possono rappresentare un pericolo per la salute dei consumatori e alterare le caratteristiche organolettiche dell’alimento confezionato. Ma in pratica questo non avviene per numerosi motivi", denuncia Mostardini. L’industria che immette sul mercato prodotti confezionati o materiali destinati al contatto conn gli alimenti non conosce l’identità dei potenziali agenti migranti, che possono essere additivi o prodotti di reazione intermedi.

Inoltre, ha aggiunto La Pira, tecnologo alimentare e giornalista, le stesse informazioni relative alla composizione dei materiali sono spesso inaccessibili, nonostante la migrazione di sostanze potenzialmente nocive rappresenti un anello debole della filiera alimentare, come dimostrano i recenti casi di ITX nei cartoni del latte o della formaldeide nella cellulosa utilizzata nei cartoni per pizza, un esempio significativo di conme la legislazione italiana, pur essendo una delle più severe d’Europa, non offra le necessarie garanzie ai consumatori. "Secondo quanto emerge dal dossier i controlli effettuati dalle Regioni sono poco efficaci e insufficienti a valutare l’effettiva salubrità dei contenitori di alimenti in condizioni di stress (alte temperature, etc)", ha concluso La Pira.

"I controlli delle Regioni sugli imballaggi alimentari sono pochi se confrontati con quelli effettuati sugli alimenti, ma sicuramente incrementeranno visto i volumi dei materiali che provengono dai paesi asiatici", ha aggiunto Francesca Mostardini, "Per questi motivi", conclude l’autrice del dossier, "è auspicabile e importante che ci sia dialogo e trasparenza tra i fornitori di materiali e l’utilizzatore finale".

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