SICUREZZA ALIMENTARE. SIMeVeP: non solo repressione, anche forte alleanza con consumatori

E’ di qualche giorno fa la notizia che i carabinieri del Nas e i collaboratori del pm Raffaele Guariniello, nel corso di un’ispezione nei locali del supermercato-ristorante torinese Eataly, hanno scoperto una ventina di irregolarità e hanno sanzionato la società (circa 20 mila euro). In particolare non per tutti i prodotti presi in considerazione è stato possibile risalire agli anelli della filiera di provenienza, la sbandierata e adesso discussa "tracciabilità" degli alimenti. Inoltre è stata riscontrata una violazione delle norme sullo smaltimento dei rifiuti speciali, che da sola è costata una multa di seimila euro. Poi è stato contestato ad alcuni addetti di non seguire in maniera corretta le procedure di autocontrollo. E, ancora, su un formaggio è stata trovata una etichetta scorretta: indicava la presenza di latte di pecora in un prodotto fatto di siero di latte. I carabinieri, infine, hanno prelevato dai banchi del supermercato e dalle cucine dei ristoranti decine di campioni, inviati all´Istituto zooprofilattico per le analisi. Solo dopo i risultati di test e esami si potrà davvero capire la portata dell´ispezione e delle infrazioni. Potrebbero infatti profilarsi risvolti penali per i vertici della struttura e per i responsabilità dei vari reparti che concorrono alla gestione di Eataly.

"Il sostituto procuratore Raffaele Guariniello ha ragione: la prevenzione e le sinergie tra soggetti istituzionali deputati ai controlli sono elementi irrinunciabili nel campo della sicurezza alimentare". Aldo Grasselli, presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva (SIMeVeP), commenta così le dichiarazione del magistrato, che prendendo spunto dal caso Eataly, ha affrontato il tema della sicurezza alimentare ribadendo l’importanza della vigilanza e sottolineando la sempre maggiore preparazione degli addetti ai controlli, a partire dal personale dei servizi veterinari e di prevenzione delle Asl.

"Osservazioni che non possono che trovarci d’accordo e che ci danno la possibilità di un approfondimento – afferma Grasselli -. Spesso noi sentiamo parlare di "sicurezza totale" o di "rischio zero". Credo sia giusto spiegare che questi obiettivi sono tendenzialmente irraggiungibili. Cionondimeno il nostro lavoro consiste proprio nel perseguirli costantemente. Per fare questo, come giustamente ricorda il magistrato, sono oggi nostri preziosi alleati il continuo aggiornamento e mezzi di indagine e ricerca sempre più sofisticati e avanzati. Ma, attenzione, nella nostra attività quotidiana dobbiamo sempre ricordare che le stesse innovazioni tecnologiche sono usate anche da chi froda e possono ritorcersi contro di noi".

Quindi, sottolinea il presidente SIMeVeP, non è possibile garantire la sicurezza alimentare con i soli interventi repressivi. Per farlo, innanzitutto, occorre un’alleanza forte tra i consumatori e gli organi di vigilanza e di controllo sanitario. "E’ proprio dal costante monitoraggio da parte dei consumatori, infatti, che arrivano i primi segnali di allarme su molte irregolarità".

Comments are closed.