SICUREZZA ALIMENTARE. Scoperto commercio di carni chianine false. Commento della Coldiretti

Scoperto un commercio di capi di bestiame con certificati contraffatti. Alcuni allevatori vendevano bovini meticci al posto di bovini di razza chianina, producendo certificati falsi. E’ il risultato di un’operazione condotta dai carabinieri del Nas di Perugia in collaborazione con il "Consorzio produttori carne bovina pregiata delle razze italiane" (CCBI) di Perugia. Denunciati 91 allevatori, presunti responsabili della falsificazione dei certificati e della commercializzazione dei bovini.

"L’operazione dei carabinieri dei Nas protegge l’identità delle 46.553 chianine italiane doc per le quali si è verificato un aumento del 63% negli ultimi dieci anni grazie all’impegno degli allevatori per la salvaguardia di una razza storica che è stata per lungo tempo a rischio di scomparsa". E’ il commento della Coldiretti, secondo cui è stata compiuta "un’importante azione di difesa delle migliaia di allevatori che hanno consentito di mantenere e far crescere la prestigiosa razza storica e che non deve essere vanificato da episodi che incrinano il rapporto di fiducia tra imprese agricole e consumatori". "La razza chianina allevata da almeno 2200 anni oggi può contare in Italia – secondo le elaborazioni Coldiretti – su 46.553 animali presenti in 1.549 allevamenti iscritti al registro genealogico. Si tratta – conclude la Coldiretti – della razza bovina più grande al mondo, tanto che con i tori raggiunge i 1700 chili di peso e i due metri di altezza al garrese mentre le mucche, dal manto candido, pesano mediamente 800-900 chili anche se spesso arrivano a 1000.

 

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