SICUREZZA ALIMENTARE. Sequestrate 600 confezioni di additivi per “cucina molecolare”. I commenti

Sequestrate oggi dai Nas oltre 600 confezioni di additivi destinati a diventare ingredienti per la preparazione di alimenti nell’ambito della cosiddetta "cucina molecolare" o "cucina chimica". Sono 15 le tipologie di questi prodotti di provenienza estera su cui i Nas hanno riscontrato irregolarità amministrative sulle etichette e sulle indicazioni obbligatorie di legge previste per gli additivi destinati all’alimentazione umana.

L’intervento dei Carabinieri è stato esteso, per il momento, su 98 obiettivi destinatari ed intermediari della commercializzazione di tali prodotti, individuati tra ristoranti, alberghi, servizi di ristorazione a bordo di navi turistiche, nonché aziende di importazione e distribuzione.

"Il sequestro odierno desta allarme e preoccupazione nell’ambito delle possibili adulterazioni – commentano Federconsumatori e Adusbef – Che bisogno c’è di ricorrere alla cosiddetta gastronomia molecolare, mediante nuove modalità tecniche di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi come il congelamento attraverso l’azoto liquido, l’uso alimentare del tabacco, la frittura nello zucchero, l’uso del vuoto spinto per la preparazione di mousse e meringhe, in un Paese come l’Italia, ricco di prodotti alimentari di altissima qualità e genuinità invidiabili?"

Federconsumatori ed Adusbef sono preoccupate che queste sperimentazioni abbiano avuto come cavie gli inconsapevoli consumatori; ma sono certe che l’intervento odierno dei Carabinieri del nucleo antisofisticazioni possa fare chiarezza su tecniche probabilmente nocive alla salute dei cittadini.

Secondo le Associazioni dei consumatori il giornalismo di inchiesta di Striscia la Notizia ribattezzato "Fornelli polemici", che il 20 aprile 2009 ha denunciato l’utilizzo di additivi chimici all’interno dei piatti serviti nei ristoranti di cucina molecolare con l’additivo chimico spacciato come prodotto assolutamente naturale, "ha squarciato il velo di una moda che potrebbe mettere a repentaglio la salute dei consumatori".

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