SICUREZZA ALIMENTARE. Sicilia, produttori di mandorle lanciano appello contro aflatossine

Appello al Ministro dell’Agricoltura e all’Assessore regionale della Sicilia per bloccare il tentativo di aumentare il livello di aflatossine consentite nell’Unione europea. Questa l’iniziativa del Consorzio di tutela e miglioramento della filiera Mandorla di Avola e dell’Associazione dei mandorlicoltori di Agrigento, che hanno inviato al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia e all’Assessore delle Politiche Agricole e Forestali della Regione Sicilia, Giambattista Bufardeci, "un appello ad intervenire con decisione contro la recente proposta all’esame del Parlamento Europeo di innalzare da 4 a 10 microgrammi/kg il livello minimo di aflatossine consentito nella frutta secca e fino a 15 microgrammi/kg nei prodotti trasformati". Se il provvedimento dovesse passare, denunciano, aumenterà il rischio di tumori provocati dalle aflatossine e insieme l’importazione di frutta secca dai Paesi extraeuropei, con una concorrenza di prodotti "non solo a basso costo e di qualità scadente ma, soprattutto, dannosi per la salute".

"Ciò avverrà – si denuncia in una nota – in aperto contrasto con la decisione 2007/563 CE varata dalla stessa UE che prevede particolari controlli per la frutta secca proveniente dagli USA, dall’Iran, dalla Turchia e dal Brasile, provvedimento che ha finora tutelato la salute pubblica dalle partite contaminate e contro cui si stanno muovendo le lobby degli importatori, interessati solo alle ragioni del business ma non alla tutela dei consumatori".

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