SICUREZZA ALIMENTARE. Sostanze nocive in cartoni per pizza, i chiarimenti del Ministero Salute

"L’uso di carta riciclata è vietato nei cartoni per pizza d’asporto e che l’utilizzo di fibre provenienti da materiali cartacei di secondo impiego, ovvero "da riciclo" è consentito soltanto per alcuni tipi di prodotti alimentari, i cosiddetti solidi secchi, tra i quali non rientra la pizza". E’ quanto precisa il Sottosegretario alla Salute, senatore Cesare Cursi a seguito delle notizie riportate oggi dalla stampa sulla presenza di "Sostanze nocive sui cartoni delle pizze".

In particolare, secondo uno studio condotto dai Laboratori di Ricerche Analitiche (Alimenti ed Ambiente) dell’Università degli Studi di Milano i cartoni da asporto delle pizze conterrebbero sostanze non autorizzate, ovvero di di-isobutilftalato. Secondo Linda Grilli di Lega Consumatori Toscana Acli Toscana "Il sospetto è che i cartoni analizzati dai ricercatori di Milano siano stati fabbricati con cellulosa riciclata: una pratica illegale, in quanto la normativa italiana vieta categoricamente l’utilizzo di carta di recupero per i prodotti ‘umidi’ ed impone ai fabbricanti di utilizzare, almeno nello strato di carta che deve venire a contatto con l’alimento, l’uso di pasta di carta vergine."

Il Ministero della Salute – si legge nella nota – ha disciplinato i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti fin dal 1973 stabilendo per le carte e per i cartoni requisiti di purezza specifici quali piombo e policlorobifenili. Inoltre, allo scopo di assicurare controlli mirati ed omogenei sul territorio da parte degli Organi deputati al controllo ufficiale dei materiali ed oggetti in questione, il 27 marzo 2001 ha diramato una circolare con cui si richiamano le principali disposizioni normative che disciplinano la materia fornendo puntualizzazioni sull’utilizzo del cartone riciclato anche ai soggetti interessati lungo la filiera (produzione, utilizzazione e commercializzazione).

Infine, in data 24 gennaio 2006, alla luce della nuova normativa comunitaria sull’igiene degli alimenti e sui materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, il Ministero della salute ha ribadito agli Organi di controllo le disposizioni vigenti richiamando le imprese dei settori interessati alle proprie responsabilità.

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