SICUREZZA ALIMENTARE. Surgelati. Positivo il giudizio dei consumatori. Ricerca Universitaria

Si conclude oggi la 39a Mostra Internazionale dell’Alimentazione di Rimini Fiera con una tavola rotonda dal titolo "Fresco, forse freddo, anzi surgelato: alla caccia di un consumatore sempre più tiepido". Ha tenuto banco una ricerca presentata dal professor Daniele Tirelli, docente all´Università di Scienze Gastronomiche di Pollenza e presidente di Popai.

La ricerca, condotta su un panel di 2.075 consumatori tra i 18 e i 55 anni, rappresentativi della popolazione italiana, ha mostrato come la surgelazione venga giudicata la miglior tecnica di conservazione dal 78% della popolazione, In evidenza anche l´opportunità messa a disposizione del mondo della ristorazione di sfruttare largamente il contenuto di servizio garantito dal surgelato, purché esso ne trasferisca parte dei vantaggi ai clienti dei fast & casual restaurant.

Il giudizio degli italiani sul prodotto surgelato è molto positivo: il 90% li giudica sostanzialmente molto migliorati rispetto al passato. Procedendo ad una suddivisione dei giudizi sul prodotto surgelato, si possono riassumere nel 22% i diffidenti, mentre sale al 36% la quota degli intenditori (coloro che pensano di saper distinguere il prodotto fresco da quello surgelato). Il 42% è completamente favorevole ai prodotti surgelati.

Su quale sia il cibo più adatto da surgelare le risposte evidenziano un giudizio un pò contradditorio: le carni guidano col 78%, anche se rappresentano sul mercato un prodotto molto poco diffuso. Al contrario di dolci e dessert, che hanno invece quote di mercato molto elevate, ma che si fermano solo all´8a posizione, con il 17%. Al secondo posto il pesce (64%), poi la verdura (35%), primi piatti (34%), ecc.

Il surgelato più gradito in assoluto sono le verdure/minestroni/zuppe (20,9%), davanti a Ô4 salti in padella´ (16,5%) che, pur essendo una marca, viene associato ad un prodotto. Terzo posto per i bastoncini di pesce (11,6%).

Le motivazioni al consumo vedono prevalere la volontà di avere prodotti pronti all’uso (63%), la durata di conservazione (58%), il consumo fuori stagione (24%), il fatto che debbano essere solo cucinati e scaldati (20%), il costo moderato e il tempo risparmiato (14%), l’assenza di conservanti (9%).

Per quanto riguarda il consumo fuori casa, 3 consumatori su 4 accettano di consumare il pasto in bar e ristoranti che utilizzano prodotti surgelati a patto che siano messe in chiaro le marche utilizzate. Di questi, il 39,5% accetta per necessità, il 25,9% per funzionalità e il 34,6% se risparmia sul prezzo.

Sul alcune domande della ricerca è poi emersa dai consumatori una bassa capacità di collegare prodotto surgelato alla marca. Addirittura la prima marca evidenziata è una nota produttrice di gelati e precede di un soffio l’azienda leader di mercato. Fra le prime 18 marche evidenziate, ben sette non producono alimenti surgelati.

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