SICUREZZA ALIMENTARE. Tonno in scatola, i 4 consigli dell’Aduc per l’acquisto migliore

Il tonno in scatola può essere una pratica cena estiva, ma cosa c’è davvero dentro la scatoletta?La maggior parte dei consumatori pensa che il tonno in scatola arrivi dai nostri mari, pescato nelle tonnare e prontamente inscatolato. Ma non è così. L’Aduc ricorda che la maggior parte del tonno "nostrano", cioè il tonno rosso, viene acquistata dai giapponesi che ne sono estimatori e a noi non rimane che consumare il tonno giallo, o meglio a pinna gialla, pescato nei mari tropicali.

"Anche nel tonno ci sono parti più o meno pregiate, come può essere il filetto e la spalla per il bovino – sottolinea l’Aduc – ma questa informazione non è riportata nell’etichetta della maggior parte dei prodotti. La parte più pregiata è quella ventrale, detta ventresca, poi quella dorsale, chiamata tonnina, e quella caudale e pinnale, indicata come busonaglia. Il tonno dovrebbe essere a trance intere perché quello sminuzzato proviene da rimanenze di lavorazione. Tutto il tonno è cotto a vapore e l’aggiunta di oli di varia natura è un indice di qualità: l’olio extra vergine, l’olio di oliva, l’olio di semi rappresentano le scale, a scendere, della bontà, a nostro avviso, del prodotto".

L’Aduc riassume in 4 semplici informazioni i consigli per acquistare il tonno in scatola, poiché non tutte queste indicazioni sono riportate in etichetta: Tonno rosso, Ventresca, Olio extra vergine d’oliva, Trance intere.

 

 

 

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