SICUREZZA ALIMENTARE. Zaia invoca “tolleranza zero”. Apprezzamento dell’Unc

"Chi produce o mette in commercio alimenti adulterati o contraffatti è un criminale e deve essere punito severamente perché ‘avvelena’ i consumatori". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, esprimendo viva soddisfazione per la "tolleranza zero" nei confronti delle frodi nel settore agroalimentare sostenuta dal Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia.

"E’ assolutamente necessario – osserva Dona – un piano organico di controlli su tutto il territorio nazionale rivolto a tutta la filiera alimentare, verificando anche l’igiene degli alimenti e dei locali in alberghi, ristoranti e laboratori di prodotti alimentari che non di rado violano le leggi. In questo ambito i Carabinieri per la tutela della salute, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi, le USL, nonché i nuclei speciali della Guardia di Finanza e del Corpo delle Guardie Forestali svolgono un ruolo fondamentale per la tutela della salute dei consumatori. Poi però – conclude Dona – chi viene arrestato deve essere punito con severità".

I controlli comunque non sono "merce rara". Proprio nei giorni scorsi, infatti, i carabinieri dei Nas hanno reso noto il bilancio dell’attività svolta durante il periodo estivo. Come ogni estate, anche quest’anno hanno passato al setaccio i luoghi delle vacanze per garantire agli italiani e ai turisti una "estate tranquilla" (così viene battezzata l’operazione svolta con 4.600 ispezioni lungo tutto lo Stivale alla ricerca di irregolarità nei cibi e belle bevande). Nel mirino dei Nas sono finite 1.328 strutture, 105 delle quali chiuse o sequestrate, e altre 140 per le quali è stata richiesta la chiusura. Sono state 1.426 le persone segnalate all’autorità giudiziaria. Carne, pesce, formaggi, ma anche acque minerali e bevande, per un totale di 181 tonnellate e 133 mila confezioni sequestrate, da giugno a settembre, perché mal conservate, alterate, prive di etichettatura, per un valore di un milione e 200 mila euro. Con irregolarità trovate in 1.328 strutture – tra agriturismi, discoteche, stabilimenti balneari, villaggi vacanze, residenze per anziani e supermercati – su 4.563 ispezionati: il 30% circa.

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