SICUREZZA STRADALE. Aci chiede interventi sulla rete

"Il problema della sicurezza stradale va riconosciuto al più presto, inserendo nell’agenda politica del Governo un piano di investimenti e di interventi concreti volti alla manutenzione e allo sviluppo delle infrastrutture, all’ammodernamento e alla razionalizzazione della segnaletica, al potenziamento del sistema dei controlli che devono essere più capillari e tempestivi". Lo ha detto il presidente dell’ACI, Franco Lucchesi, al Salone Internazionale della Sicurezza Stradale organizzato dall’Automobile Club d’Italia nel quartiere fieristico di Riva del Garda, in Trentino.

Per il presidente Aci "le condizioni delle strade italiane rappresentano, oggi, un forte elemento di rischio per la sicurezza di chi guida, malgrado in passato la rete infrastrutturale sia stata un fiore all’occhiello del Paese. Lo stato di manutenzione della segnaletica e dell’asfalto, infatti, é penoso, preoccupante, quasi da Terzo Mondo". Lucchesi ha annunciato la pubblicazione di un’indagine condotta on the road dall’ house-organ L’Automobile che ha analizzato gli standard qualitativi e di sicurezza della segnaletica in Italia e – con qualche rara eccezione soprattutto in Trentino – il quadro che ne deriva è sconcertante: cartelli vecchi, confusi e contradditori che mettono in pericolo gli automobilisti anziché assisterli.

L’incidentalità stradale è un’emergenza sociale ed economica per il Paese e per affrontarla adeguatamente serve un segnale chiaro e tangibile dal nuovo Governo Prodi per una nuova politica di civiltà. In quest’ottica il presidente dell’ACI sottoscrive l’appello dell’on. Mauro Fabris, presidente del Comitato Scientifico del Siss, per l’istituzione di un’ Agenzia o un Dipartimento presso il Ministero dei Trasporti che coordini gli sforzi delle Istituzioni nazionali e locali, delle Autorità, dei gestori, dei decisori locali, dei privati e dei singoli automobilisti per una mobilità più sicura e responsabile.

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