SICUREZZA STRADALE. Asaps: è allarme pedoni, 60 investiti ogni giorno

"Per i pedoni la strada è ancora un posto poco raccomandabile". Ad affermarlo è l’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (Asaps) che fa il punto sulla situazione della sicurezza stradale sulla base degli ultimi dati di incidenti stradali. Ogni giorno nelle strade del nostro paese 60 persone vengono investite. Di queste: 2 perdono la vita e le altre 58 devono farsi medicare per lesioni più o meno gravi. Nel 51% dei casi poi il pedone non ha nessuna responsabilità del pedone. Solamente in 27 casi (ovvero lo 0,14%) è emerso un comportamento anomalo del pedone per ebbrezza da alcol.

I dati sono dunque allarmanti soprattutto se si considera che sono andati in crescendo: nel 2000 i pedoni rappresentavano il 12,7% del totale delle vittime mentre nel 2006 ben il 13,4%. Il 2006, in particolare, è stato un anno nero per i pedoni toccando le 758 vittime, 55 in più rispetto al’anno precedente, il 2005.

I più deboli sono gli anziani. Sono loro a pagare il conto più salato e, da soli, costituiscono il 54,4% delle vittime mortali e il 29,9% dei feriti. Nello specifico si contano 412 vittime (222 maschi, 53,9% e 190 femmine 46,1%) e 6.300 feriti fra gli over 65. In particolare, la fascia d’età ricompressa tra i 75 e i 79 anni è quella che presenta il valore massimo in termini assoluti per quanto riguarda i morti (114 in totale). Per quello che riguarda i feriti la fascia più colpita è quella che va dai 70 ai 74 anni con 1.422 ingressi al pronto soccorso.

Infine, Le regioni che pagano il più alto prezzo di vittime fra i pedoni sono rispettivamente la Lombardia con 110 vittime (111 nel 2003), il Lazio con 95 (81 nel 2003), il Piemonte con 70 (71 nel 2003), l’Emilia Romagna con 61 (miglior risultato rispetto all’anno precedente quando furono 92 le vittime) e il Veneto con 60 (68 l’anno prima). Agli ultimi posti la Sardegna con 9 (21 nel 2003) il Molise e la Basilicata non hanno contato vittime fra i pedoni nel 2004.

Questi i consigli dell’Asaps:

  • per i pedoni, l’utilizzo delle strisce che devono essere rese ancora più evidenti e corredate di strutture protettive con segnaletica orizzontale e verticale adeguate e, quando è possibile, dei sottopassaggi. Di notte e quando c’è maltempo rendersi il più possibile visibili con indumenti chiari e retroriflettenti.
  • l’industria invece deve continuare nel percorso di adattamento della costruzione dei veicoli alle nuove direttive Ue con il maggior assorbimento dell’impatto con appositi paraurti e più adeguata tecnologia.
  • serve anche un maggior rispetto da parte dei conducenti per questa esposta e spesso indifesa categoria di fruitori non occasionali della strada. Concedere la precedenza al pedone, anche quando non è sulle strisce, appare idea condivisibile.

 

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