SICUREZZA STRADALE. Asaps lancia allarme per le vittime delle due ruote

Nel quarto fine settimana di maggio ben 26 fra motociclisti e ciclomotoristi hanno perso la vita, il 60% del totale delle vittime. E’ l’allarme lanciato dall’Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale ) che chiede interventi per "Affrontare la situazione con estrema serietà. Ci rendiamo conto che le responsabilità non sono certo dei soli motociclisti. Ma è evidente che il fattore velocità e scarsi controlli incide notevolmente. Moto che raggiungono i 300 orari, che vanno da 0 a 100 in meno di 3 secondi, che in prima fanno i 130, sono veicoli ipertrofici per le nostre statali e per i nostri conducenti".

Secondo l’Asaps è necessario "Spiegare ai ragazzi che la velocità orizzontale comporta rischi uguali o addirittura peggiori di quella verticale, perché mentre di quest’ultima abbiamo diffidenza, di quella orizzontale ci fidiamo pensando di governarla. Considerazione spesso fatale".
In particolare, l’associazione chiede un rimodellamento dalla cultura della moto, intesa come strumento non solo di libertà e felicità di guida, ma anche come strumento di sfida del limite. Su questo dramma molti laureati campioni delle due ruote dovrebbero intervenire con forza dissuasiva per spiegare (loro che sono ascoltati) la differenza fra una pista super garantita e una strada super inadeguata.

Tra le proposte vi sono controlli sistematici sulle statali ogni domenica con poliziotti e carabinieri schierati per dissuadere chi confonde la strada con una pista personale; accertamenti più seri con prove di guida pratica molto selettive e severe; risanamento del sistema strada con finanziamenti adeguati agli importi che gli automobilisti e motociclisti pagano in tasse, imposte e accise; creazione di piste a costi sociali accessibili.

Dal 1995 al 2004, secondo un’inchiesta de "Il Centauro" (organo dell’Asaps) si sono contati fra i dueruotisti 13.429 morti e 786.985 feriti. Se nel 1994 si contavano 1.178 vittime nel 2004 si è toccata quota 1.552 (+ 31,7%). I feriti sono passati da 62.381 a 90.035 (+44,3%). In pratica il 27,6% dei morti sulle strade e il 28,4% dei feriti viaggiava sulle due ruote. L’Italia è prima assoluta in Europa nella graduatoria delle vittime, seguita da Francia, Germania e Spagna.

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