SICUREZZA STRADALE. Autovelox, CTCU chiede rimborsi delle multe illegittime

Con una lettera aperta a tutti i sindaci dei Comuni che gestiscono le postazioni di autovelox, il Centro Tutela Consumatori e Utenti di Bolzano chiede che vengano restituiti agli automobilisti interessati gli importi di tutte le contravvenzioni stradali che siano state illegittimamente emesse ed incassate in questi ultimi anni.

Il CTCU ricorda le due recenti sentenze della Cassazione in merito: la sentenza del 28.01.2010, che ha respinto un ricorso del Comune di Lagundo contro una sentenza del Tribunale di Bolzano che aveva annullato dei verbali di contestazione per supposte violazioni al CdS, recapitati dallo stesso Comune ad un automobilista, ritenendoli illegittimi; la sentenza del 24.02.2010, con cui la Cassazione ha confermato il sequestro di apparecchiature autovelox, la cui gestione era stata affidata a società privata, ribadendo importanti principi in materia.

Dunque la Corte considera illegittimi "quegli accertamenti di contravvenzioni interamente delegati dall’autorità competente ai privati, per i quali questi ultimi provvedono non solo alla installazione dell’apparecchiatura elettronica di rilevazione della velocità, ma anche alla lettura dei risultati della rilevazione, alla verbalizzazione e alla notifica del verbale al soggetto interessato". "È fuori discussione – scrive il CTCU nella lettera – che si tratta di una pronuncia che afferma un fondamentale principio su quello che deve essere il corretto comportamento delle pubbliche amministrazioni nell’attività di emissione, verbalizzazione e notifica dei verbali di contravvenzione stradale e che riteniamo abbia indiscutibilmente la sua valenza al di là del singolo caso che ha dato ad essa origine".

Secondo il CTCU questo mette in discussione "unaprassi amministrativa verosimilmente adottata (e probabilmente ancora in corso per talune) da varie amministrazioni comunali. Solo nel caso del Comune di Lagundo si ipotizzano almeno 1500 casi fra il 2004 ed il 2006".

Per questo il CTCU chiede che tutti i Comuni che abbiano collocato dispostivi fissi di rilevazione della velocità, si attivino prontamente per i rimborsi. In mancanza di un positivo riscontro dei Comuni il CTCU metterà in atto tutte le più opportune iniziative, anche quelle legali, a tutela delle ragioni degli interessati. L’Associazione dei consumatori chiede ai Comuni di mandare, entro 15 giorni dalla data della lettera, una comunicazione formale di adesione a tali richieste. Infine, un’altra richiesta: verifiche ed eventuali sequestri, da parte dell’Autorità Giudiziaria, per le apparecchiature illegittimamente gestite da società private.

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