SICUREZZA STRADALE. Autovelox truccati, 146 Comuni coinvolti e 82mila multe illecite

Un giro d’affari che ha coinvolto 146 Comuni d’Italia e ben 367 funzionari. Questi i numeri della truffa sugli autovelox taroccati, resi noti oggi dalla Guardia di Finanza di Brescia, in una conferenza stampa sulle conclusioni di 5 anni di indagini. In pratica, per tutto questo tempo, sono state utilizzate apparecchiature non omologate o con una taratura falsata in modo da registrare una velocità superiore del 15% rispetto a quella reale. Le violazioni del codice illecitamente contestate sarebbero 82mila con indebite richieste di sanzioni per circa 11,5 milioni di euro.

L’Aduc denuncia che "alfiere di questa politica del fare cassa tramite autovelox truccati, è il Comune di Firenze, con le sue 200.000 multe nel 2010 (+400% rispetto al 2009)". Sul Comune di Firenze pende un esposto in Procura della Repubblica perché, ad avviso dell’Associazione, avrebbe fatto carte false per farsi autorizzare postazioni autovelox lì dove non possono esserci senza accanto un vigile. L’Aduc ricorda che le vittime finali di questo giro d’affari sono, ovviamente, i cittadini e la sicurezza stradale. I cittadini pagano materialmente e le strade con autovelox irregolari o truffaldini restano pericolose: gli automobilisti sono ormai consapevoli che gli autovelox sono usati solo per fare cassa e quasi si sentono autorizzati ad altrettanta illegalità ovunque non siano consapevoli di poter essere multati.

Il Codacons ci va giù duro e chiede un intervento del Governo tramite i ministeri competenti. "Molti consumatori, non sapendo che le multe erano illegali e le apparecchiature truccate, hanno pagato e ora non possono più presentare ricorso né al Prefetto né al Giudice di pace, sia perché sono passati i 60 giorni dalla notifica sia perché gli art 203 e 204 bis del Codice della Strada stabiliscono che si possa impugnare la multa "qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta". "Una regola – spiega il Codacons – che serve a dare certezza del diritto, ma che è assolutamente ingiusta a fronte di casi come questi dove si scopre solo a posteriori di essere stati truffati. Per questo il Governo, nel caso siano già trascorsi i 60 giorni per presentare ricorso, deve intervenire affinché siano restituiti sia i punti della patente ingiustamente decurtati sia i proventi delle sanzioni indebitamente incassati dagli enti coinvolti nell’inchiesta".

Nel caso, invece, non siano ancora passati 60 giorni dalla notifica della multa, il Codacons invita tutti gli automobilisti multati a presentare ricorso, ma chiede anche un intervento dei Prefetti e degli enti da cui dipendono gli organi accertatori, affinché, tramite un provvedimento di autotutela, provvedano a restituire il maltolto ai consumatori. Il Codacons ricorda che, nell’analogo procedimento penale sui semavelox, sta sperimentando anche la costituzione di parte civile, grazie alla quale, però, non sarà possibile ottenere la restituzione diretta dei punti della patente persi, ma la restituzione, sotto forma di risarcimento, dei soldi necessari per fare il corso di recupero dei punti e di quelli corrisposti per il pagamento della multa.

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