SICUREZZA STRADALE. Corte Ue: confermato divieto di traino dei rimorchi

La Corte di giustizia delle Comunità Europee ha stabilito che il divieto di traino di rimorchi da parte dei motoveicoli è idoneo a realizzare l’obiettivo della sicurezza stradale. La Commissione ha introdotto nel 2005 un ricorso per inadempimento nei confronti dell’Italia, per violazione degli obblighi incombenti in forza delle disposizioni sulla libera circolazione delle merci (art. 28 CE).

La Commissione sostiene che il divieto di traino di rimorchi da parte dei motoveicoli (ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli), contenuto nell’art. 56 del codice della strada italiano, ostacolando l’accesso al mercato italiano dei rimorchi legalmente prodotti e commercializzati negli altri Stati membri, costituisce una misura di effetto equivalente a restrizioni quantitative all’importazione. Ne deduce che detto divieto potrebbe essere giustificato solo in base ad uno dei motivi di interesse generale indicati nell’art. 30 CE o ad una ragione imperativa.

L’Italia ha addotto come giustificazione la necessità di assicurare la sicurezza stradale che, in base alla giurisprudenza, rappresenta una ragione imperativa atta a giustificare un ostacolo alla libera circolazione delle merci. Essa fa valere di aver introdotto tale norma perché non esiste, né a livello comunitario né nazionale, alcuna norma di omologazione che garantisca l’innocuità dell’uso di un motoveicolo con rimorchio.

La Corte di giustizia, con la sentenza odierna, ha deciso che il divieto di traino di rimorchi da parte dei motoveicoli è idoneo a realizzare l’obiettivo della sicurezza stradale ed ha pertanto respinto il ricorso della Commissione.

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