SICUREZZA STRADALE. Fondazione Ania: 70% non rispetta regole in auto

Ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Nel solo 2009 a causa degli incidenti stradali ci sono stati 4.237 morti, 1.200 dei quali sotto i 30 anni, un milione di feriti e 20mila paraplegici. Statisticamente l’80% dei sinistri è dovuto a errati comportamenti umani e soprattutto a un mancato rispetto delle regole al volante. I dati sono contenuti nell’indagine Ispo, promossa dalla Fondazione Ania per la sicurezza stradale e presentati nel corso del Convegno "Gli italiani e la cultura delle regole", da cui emerge che 9 italiani su 10 condannano le infrazioni alla guida, ma il 70% dichiara di non rispettare le regole in auto. "Grazie alle recenti modifiche al codice della strada, l’apparato normativo prevede sanzioni pesanti per chi causa incidenti commettendo infrazioni gravi" ha detto in apertura il presidente della Fondazione, Sandro Salvati, che ha aggiunto: "I controlli, però, non sono ancora sufficienti e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. È tempo che si arrivi alla modifica del Codice penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi".

L’indagine ha classificato anche le infrazioni (non solo stradali) su cui gli italiani non vogliono chiudere un occhio: al primo posto c’è la truffa ai danni del prossimo (non la accetta il 96% del campione, 807 persone), seguita dalla ricerca di benefici statali pur non avendo diritto (94%), dalle assenze al lavoro anche se non si è veramente malati (94%) e dal fare male il lavoro per cui si è pagati (92%). L’intolleranza verso chi non rispetta il codice della strada (la prova il 95% delle donne, l’88% degli uomini) è al quinto posto della classifica mentre il 58% degli intervistati sostiene che gli italiani non rispettino il codice della strada.

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