SICUREZZA STRADALE. Giro di vite sui Suv. Domani il Parlamento Ue vota nuovo regolamento

BRUXELLES – Giro di vite sui Suv. Questa sera sarà discusso dal Parlamento Ue un regolamento in materia di sicurezza stradale e protezione dei pedoni. Domani ci sarà il voto della relazione di Francesco Ferrari (ALDE) che, sulla base di un accordo con il Consiglio Ue, accorcia i tempi di introduzione di nuovi requisiti per la costruzione e il funzionamento dei veicoli e dei sistemi di protezione frontale.

Se questo compromesso sarà votato dall’Aula, si potrà procedere all’adozione definitiva del regolamento che sarà il fondamento giuridico di tutta una serie di requisiti applicabili in materia di sistemi di sicurezza al fine di ridurre il numero e la gravità delle lesioni subite dai pedoni e dagli altri utenti della strada in caso di urto con un veicolo a motore. Mancherà solo il voto del Consiglio Ue, che è atteso per il mese di settembre.

"Grazie a queste misure – ha spiegato Ferrari – la Commissione si prefigge un calo di 2000 vittime, un quarto del totale. Si stima infatti che ogni anno, nell’UE25, vengono uccisi 8.000 utenti della strada vulnerabili, tra ciclisti e pedoni, mentre 300.000 riportano lesioni a causa degli incidenti".

Il Parlamento chiederà di accorciare i tempi di entrata in vigore del dispositivo omologato di assistenza alla frenata. Si tratta del sistema BAS (Brake assistant system) che assiste il conducente nel caso in cui non imprima sul pedale del freno la forza necessaria per attivare l’ABS (Anti-lock braking system). In pratica, se in caso di emergenza il pedale del freno non fosse pigiato con la necessaria forza, il BAS applicherebbe la pressione massima possibile istantaneamente. Sarebbe l’ABS ad occuparsi del non bloccaggio delle ruote, senza il quale il BAS non potrebbe esistere.

La relazione d Ferrari, sulla quale il Consiglio Ue ha già (informalmente) espresso un giudizio positivo, chiede che le case automobilistiche dotino di tale dispositivo i nuovi "tipi di veicoli" (ossia quelli non ancora sul mercato) entro 9 mesi, ma anticipa da 78 a 72 mesi il termine per quelli commerciali. Nel caso invece dei "nuovi veicoli", quelli già omologati in base alle attuali norme, tale termine è fissato a 24 mesi, anche per le auto di massa superiore al 2.500 kg (in pratica i grandi SUV) per le quali la Commissione aveva proposto 78 mesi. Per i veicoli commerciali è invece confermata la scadenza di 78 mesi.

"Ritengo che la vittoria più grande – ha aggiunto ancora Ferrari – sia stata di aver accorciato i tempi di entrata in vigore del regolamento rispetto a quanto previsto dal testo della Commissione dopo un lungo confronto con il consiglio e la Commissione, a dimostrazione che la sicurezza dei cittadini è un punto essenziale della politica comune europea". Soprattutto, ha detto "sono contento di aver ottenuto 24 mesi per l’entrata in vigore, senza distinzione tra vetture utilitarie e grandi SUV. Spero in questo modo che i pedoni ed i ciclisti europei possano sentirsi più sicuri circolando nelle strade urbane".

Il regolamento inoltre introduce l’obbligo di omologazione per i bullbar, quelle "barre" metalliche che si vedono installate spesso sui paraurti dei fuoristrada e dei pick up. Più in particolare, si tratta di testare l’urto dell’arto inferiore contro il paraurti, della coscia contro il bordo anteriore del cofano e della testa di bambino e di un adulto contro la superficie del cofano, della coscia contro il bordo anteriore del cofano e della testa di adulto contro il parabrezza. Uno studio dell’Agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa di incidenti stradali ha dimostrato che i SUV sono più sicuri per chi li guida, più pericolosi per gli altri perchè colpiscono il pedone non alle gambe ma al bacino o più in alto ancora.

Per quanto riguarda i tempi d’attuazione di tale disposizione, distinta in due fasi, il compromesso anticipa la fine della prima fase per i nuovi veicoli al 31 dicembre 2012, rispetto alla proposta della Commissione che prevedeva 5 anni dall’adozione del provvedimento (ossia giugno 2013). Anche per la seconda fase – che va distinta tra nuovi tipi di veicoli e veicoli nuovi e, all’interno di queste categorie, in funzione della loro massa e della loro destinazione (commerciale o no) – il compromesso anticipa di 6-12 mesi (rispetto alla proposta della Commissione) il periodo entro cui si deve ottemperare ai requisiti fissati dal regolamento. Più in particolare, si va da 48 mesi (contro 56) per i nuovi tipi di auto con massa inferiore a 2.500 kg a 126 mesi (contro 138) per i nuovi veicoli di peso superiore (i SUV) e per i veicoli commerciali.

Per Ferrari "queste soluzioni presentano un duplice vantaggio: il regolamento è direttamente applicabile su tutto il territorio dell’Unione europea senza bisogno di recepimento nelle singole legislazioni nazionali e fornisce alle imprese e alle autorità di omologazione un unico corpus di norme".

La proposta della Commissione è consultabile qui: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2007:0560:FIN:IT:PDF

 

 

 

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