SICUREZZA STRADALE. Milano, segnali vecchi: aumentano le vittime

Milano, seconda città in Italia nel rapporto tra incidenti e veicoli, con decessi in aumento del 28,6% – nel periodo 2002/2006 a parità di numero di sinistri – in particolare tra gli utenti deboli: pedoni, ciclisti e motociclisti che continuano a rappresentare oltre il 60% delle vittime dell’asfalto. Un dato per tutti: su dieci cartelli stradali presenti in città, almeno otto sono vetusti, inutili e contradditori. Per una tragica fatalità – e a dimostrazione che la viabilità soffre di carenze progettuali ed è causa primaria di sinistri mortali – proprio in concomitanza con il "Forum sulla sicurezza stradale" organizzato dal centrosinistra milanese, si è registrata l’ennesima vittima, non a caso un’anziana signora a piedi, investita da un tram sottocasa.

Secondo i dati presentati dalla Fondazione 3M, che ha rilanciato l’allarme sull’utenza più debole della città, "pedoni, ciclisti e motociclisti sono coinvolti in sei incidenti su 10 con esito tragico, e il trend è in costante crescita". Le cifre fanno effettivamente paura: 84 vittime nel 2007, di cui 10 ciclisti e 19 pedoni. "Si tratta di una strage silenziosa – ha dichiarato Carlo Montalbetti, consigliere d’opposizione (Lista Ferrante), chiediamo alla Giunta di istituire una cabina di regia in Comune per attuare un piano di semplificazione della segnaletica. Inoltre chiediamo di destinare il 10% degli introiti delle multe, circa 13 milioni l’anno, proprio alla sicurezza stradale", ha concluso Montalbetti, chiamando a raccolta gli assessori e numerose associazioni, tutte d’accordo nel ritenere non più prorogabile una riforma radicale della segnaletica.

Si sono levate inoltre da più parti svariate richieste per la rimozione dei pali e la messa in sicurezza dei marciapiedi, per il rinnovo della segnaletica direzionale (causa provata di pericolose distrazioni) e per la rimozione nelle periferie della toponomastica in marmo da sostituire con la più visibile segnaletica a bandiera. Questa richiesta è stata raccolta dall’assessore comunale alla Mobilità, Edoardo Croci, che invita a rispondere in "maniera bipartisan" alla domanda di maggiore sicurezza stradale.

"Il codice della strada – ha spiegato Croci – ci impone di investire il 50% degli introiti delle multe in sicurezza stradale e mobilità sostenibile. Il Comune ha puntato pertanto su un piano di educazione stradale e, accanto ai primi 30 attraversamenti pedonali sicuri davanti alle scuole, inaugureremo il prossimo anno un centro per la sicurezza stradale", ha promesso l’assessore. Il tavolo aperto con le associazioni e circa 70 milioni derivanti dagli introiti delle multe dovrebbe essere destinato quindi – secondo gli impegni presi dall’assessore – alla mobilità sostenibile. "Bisognerà però fare di più per la manutenzione", ha concluso infine Croci in risposta alla denuncia di Ciclobby, che ha descritto Milano come la "città con le strade più insanguinate d’Europa".

 

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