SICUREZZA STRADALE. Quattroruote: “Intervengano anche le Polizie municipali”

Carenza di controlli che permette anche a chi è ubriaco di guidare. Se ne fa un gran parlare soprattutto dopo un altro week end di tragedia sulle strade italiane. I numeri ci dimostrano che la Polizia stradale e i Carabinieri sono insufficienti a garantire un controllo capillare. Perché non si muovono le Polizie municipali? Purtroppo, scrive Quattroruote.it, sito online del mensile, l’esperienza di questi anni dimostra che per i Comuni, da cui i vigili dipendono, il business degli Autovelox e dei controlli di velocità in genere (a cui si aggiungono adesso gli strumenti elettronici di presidio dei semafori) è infinitamente più redditizio e in grado di supportare le disastrate finanze pubbliche.

Ecco perché gli alcol-test effettuati da pattuglie della Municipale sono un’eccezione invece che la regola: i controlli sono lunghi e laboriosi e richiedono turni notturni con la costosa incidenza di straordinari. Insomma: molti costi e pochi ricavi, per di più incassati non dai Comuni ma dallo Stato.

Tutto il contrario dell’utilizzo di un Autovelox, che ha anche il grande vantaggio di non costare nulla per l’installazione, essendo fornito chiavi in mano dalle ditte specializzate, in cambio di una percentuale sugli introiti delle multe. Ma se davvero hanno a cuore la sicurezza degli automobilisti, i Comuni devono cambiare atteggiamento, senza che la croce di un controllo così impegnativo gravi quasi per intero sulle spalle della Polstrada e dei Carabinieri.

Attualmente la guida in stato di ebbrezza comporta la perdita di dieci punti e la sospensione della patente da un minimo di 15 giorni a tre mesi, sospensione che viene raddoppiata in caso di recidiva. Sono previste anche sanzioni penali che raramente vengono applicate, oltre a un’ammenda di almeno 258 euro incassata dallo Stato.

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