SICUREZZA STRADALE. Rapporto Aci-Istat, nel 2010 sulle strade italiane meno incidenti e meno morti

Sulle strade italiane, nel 2010, sono diminuiti gli incidenti, i morti e i feriti sulle strade italiane. Rispetto al 2009 i morti sono stati 4.090, il 3,5% in meno e gli incidenti sono calati dell’1,9%, registrando il numero di 211.404. E’ quanto emerge dal Rapporto Aci-Istat, presentato ieri a Roma. Luglio si conferma il mese "nero", e il sabato è il giorno con più morti. L’ora più critica? Le 18:00. Di notte si verificano meno incidenti ma quelli che ci sono sono più pericolosi; i week-end restano fortemente a rischio.

I più colpiti dagli incidenti stradali sono i giovani "under 25". Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure sono, invece, le autostrade, anche se è in crescita il numero dei morti.

Le città con l’indice di mortalità più elevato sono Verona, Palermo, Catania e Venezia; Bari e Milano registrano l’indice più basso.

"Abbiamo mancato l’obiettivo UE – ha sottolineato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – ma il risultato è comunque importante, perché sono state salvate 14.500 vite umane sulle strade italiane e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Investire in sicurezza e in formazione non rappresenta una perdita secca per nessuno: ogni euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 di risparmi ed è possibile evitare 1 incidente mortale su 3. Nonostante le note criticità – ha concluso Gelpi – nelle città la situazione migliora".

Il Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, Sandro Salvati, commenta così i dati del Rapporto: "Non dobbiamo illuderci: la battaglia contro gli incidenti stradali non è ancora vinta. Negli ultimi 10 anni, sulle strade italiane, sono morte oltre 55mila persone. E’ come se fosse sparita dalla cartina geografica una città delle dimensioni di Pordenone o Avellino".

Secondo Salvati è "positivo il fatto che, per il nono anno consecutivo, si sia registrata una diminuzione del numero dei morti, ma non dobbiamo abbassare la guardia anche in considerazione del fatto che il calo rispetto al 2009 è stato più contenuto di quello degli anni precedenti".

"Grande attenzione, in particolare, deve essere dedicata agli incidenti in città. I morti nelle aree urbane sono in aumento e, per arrivare ad una riduzione, è indispensabile introdurre nuovi sistemi come è stato fatto sulle autostrade". L’incidentalità stradale registrata dal settore assicurativo mostra che il "rischio circolazione" continua a essere preoccupante e produce costi elevatissimi per la collettività. I sinistri denunciati in un anno sono oltre 3,5 milioni. I feriti risarciti dalle assicurazioni hanno superato il milione. "Enorme il gap che ci separa da altri Paesi, come la Francia, in cui, a parità di parco autoveicoli circolante, gli incidenti risarciti dalle imprese di assicurazione sono stati 1 milione e 700 mila e i feriti poco più di 200 mila".

Da anni le compagnie di assicurazione hanno costituito la Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e sono impegnate in progetti di comunicazione, formazione e sensibilizzazione dei guidatori. L’ultima, in ordine di tempo, è la campagna "Pensa a guidare 2011", ideata per richiamare tutti gli automobilisti al rispetto delle regole della strada.

 

 

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