SICUREZZA STRADALE. Semafori truccati, indagini su 35 Comuni. Consumatori avviano class action

Gare d’appalto pilotate per installare su incroci e strade di 35 Comuni italiani i semafori T-red, i cosiddetti semafori truccati che rivelano le infrazioni. E’ quanto emerge dall’inchiesta appena chiusa dal Pm di Milano Alfredo Robledo, che vede indagati una quindicina di comandanti della polizia locale e diversi sindaci. L’inchiesta contesta anche l’abuso d’ufficio al sindaco di Segrate (Milano), dove sarebbero state incassate indebitamente multe per oltre 2,4 milioni di euro. Secondo l’accusa i T-Red erano stati modificati in modo tale da prevedere un tempo di soli 4 secondi per il giallo, tempo impossibile da rispettare per uscire da un incrocio senza passare col rosso.

Dure le reazioni delle Associazioni dei consumatori. "Alla luce della chiusura delle indagini l’Adoc si costituirà parte civile a tutela degli interessi diffusi dei consumatori – dichiara Carlo PileriPresidente dell’Adoc – stiamo inoltre valutando, con la sede Adoc Lombardia, la possibilità di avviare un’azione collettiva contro i comuni coinvolti. Tutti i consumatori interessati possono rivolgersi alle sedi Adoc per valutare la possibilità di costituirsi parte civile al fine di recuperare il danno patrimoniale subito. Chi non ha pagato la multa elevata dai semafori truccati non è tenuto a pagarla come non l’hanno pagata, in passato, il 70% dei cittadini che si sono rivolti all’Adoc per contestare le multe".

"Il problema dei semafori oggetto di indagine – continua Pileri – è legato al tempo tecnicamente insufficiente lasciato a disposizione del conducente per liberare l’incrocio prima che la luce gialla diventi rossa. In questo modo è inevitabile che scatti la multa. Un utilizzo improprio di uno strumento destinato al contrario a migliorare il livello di sicurezza stradale per il cittadino e garantire maggiore vivibilità. Invece il T-Red, ma anche gli autovelox, spesso sono stati utilizzati in modo non trasparente e non conforme alle loro finalità. Sono stati adottati, in molti casi, per imporre nuove, e a volte assurde, tasse locali, con la sola utilità di rimpinguare le casse comunali."

Il Codacons ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale ed invita tutti i consumatori ad aderire all’azione. Tutti gli automobilisti multati in uno dei 35 comuni coinvolti nell’inchiesta possono, quindi, partecipare contattando la sede del Codacons di Milano (codacons.milano@libero.it, tel. 02/29419096). Nel provvedimento, il Pm Robledo ha messo in luce come sia stato fissato dolosamente in 4 secondi il tempo di durata del giallo, tempo da lui definito "impossibile da rispettare per uscire da un incrocio senza passare col rosso". Il Codacons evidenzia "come ci siano ancora molti semafori con durate del giallo assurde ed impossibili da rispettare, anche sotto ai 4 secondi". Per questo da tempo l’Associazione di consumatori ha chiesto al Governo e al Parlamento "di modificare l’art. 41 del Codice della Strada ed il suo regolamento attuativo, che nulla dicono sulla durata minima del giallo, stabilendo che il giallo duri un minimo 4 secondi, 5 secondi nel caso sia presente il semavelox".

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