SICUREZZA STRADALE. Vittime in aumento del 5%. Oggi giornata di sensibilizzazione ad Ariccia

Il numero delle vittime degli incidenti stradali è aumentato di quasi il 5% rispetto allo scorso anno. E sette anni di guerra in Iraq hanno causato per l’Italia meno morti di un anno di incidenti stradali. Per questo è importante educare alla sicurezza stradale a partire dai giovani, e questo è stato l’obiettivo della Giornata di sensibilizzazione e promozione della sicurezza stradale promossa da Adiconsum Lazio e Fivea (Federazione italiana veicoli ad energie alternative) ad Ariccia, in provincia di Roma. La giornata si è svolta presso il locale Centro Federale, un impianto che ha spazi dedicati ai corsi di educazione alla sicurezza stradale con un percorso attrezzato. Oltre 200 ragazzi hanno così seguito le lezioni con prova pratica di Alex Zanardi ed Emanuele Pirro, che hanno spiegato i pericoli di un uso sbagliato dei mezzi e l’uso delle dotazioni di sicurezza.

Ha commentato Fabrizio Premuti di Adiconsum Lazio: "Siamo stanchi di dover ripetere continuamente le stesse parole, siamo stanchi di contare i morti, tanti, troppi, che ogni giorno muoiono sulle strade. Siamo stanchi di scuse e giustificazioni normative. Il paese sta pagando un prezzo troppo alto a causa del comportamento scorretto dei guidatori, delle inefficienze nelle infrastrutture, delle lentezze legislative". Una responsabilità istituzionale ripresa dalle parole di Mario Valducci, presidente IX Commissione – Trasporti della Camera dei Deputati: "Nei primi 16 fine settimana dell’anno il numero dei decessi rilevati da Polizia stradale e Carabinieri è salito rispetto all’anno precedente del 5% circa, rendendo sempre più difficile il raggiungimento dell’abbattimento del 50% di morti sulle strade entro il 2010. In questo, mi duole dirlo, c’è anche la responsabilità del Parlamento. Anzi, in un certo senso la sicurezza stradale è "vittima" del sistema bicamerale che impone alle due Camere di svolgere lo stesso, medesimo lavoro. Lavoro di ottima qualità, ma i cui tempi non sempre si possono conciliare con le esigenze della società".

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