SICUREZZA. ACI: controllo elettronico delle auto riduce incidenti ma italiani non lo conoscono

I sistemi elettronici di controllo della stabilità delle automobili (ESC/ESP) sono sconosciuti agli italiani. Eppure se tutte le automobili circolanti ne fossero dotate, gli incidenti dovuti a sbandata si ridurrebbero dell’80% e sulle strade italiane si registrerebbe una riduzione del 10,4% dei morti. Ma gli automobilisti italiani non conoscono e non voglio l’ESC: 1 su 3 non sa a cosa serve; il 59% non è interessato a comprarlo; il 34% crede che faccia consumare più benzina e il 21% non è disposto a pagare un extra-prezzo per averlo. Questi i dati resi noti oggi dall’ACI (Automobile Club d’Italia) che ha realizzato un sondaggio on line nell’ambito della campagna "Choose ESC", promossa dalla Fia (Federazione internazionale dell’automobile) per la diffusione dei sistemi elettronici di controllo della stabilità dei veicoli.

Per l’ACI il 30% degli italiani confonde l’ESC, il controllo elettronico della stabilità, con l’ABS (il sistema antibloccaggio delle ruote in frenata). Il 44% crede erroneamente di poter installare l’ESC dopo l’acquisto di un’auto nuova e il 34% ritiene che il sistema faccia aumentare i consumi di carburante. Risultato? Il 59% degli automobilisti non è interessato all’acquisto.

Fra i Paesi europei, continua l’ACI, l’Italia è al penultimo posto per "tasso di installazione" del sistema con il 41% di automobili dotate di ESC: ai primi posti svettano Svezia (93%), Germania (77%) e Spagna (55%). Pesa anche la variabilità del prezzo che oscilla dai 200 ai 1000 euro. L’80% delle automobili in vendita in Italia propone il sistema elettronico di controllo di serie ma, rileva l’ACI, fra le dieci automobili più vendute il sistema è di serie solo per il 38% delle versioni. Per oltre la metà, è un optional venduto a una media di 604 euro. La spesa dello Stato per finanziare in dodici anni il rinnovo del parco auto sarebbe, conclude l’ACI, di 489 milioni di euro, con un risparmio annuo di 1,35 miliardi di euro di costi sociali.

E all’orizzonte, secondo il presidente ACI Enrico Gelpi, c’è l’Europa. "E’ incredibile – ha commentato Gelpi – che una tecnologia nata in Europa sia molto più diffusa altrove e quasi sconosciuta in casa nostra, dove addirittura il 10,5 dei modelli non ha e non può avere l’ESC. I sistemi elettronici per il controllo della stabilità sono fondamentali per ridurre i rischi di "sbandata" ed accrescere sensibilmente gli standard di sicurezza sulle nostre strade".

"E’ quasi certo – ha proseguito Gelpi – che le Istituzioni europee fisseranno l’obiettivo di dotare di ESC tutte le nuove auto di nuova immatricolazione entro il 2012. Non è però chiaro se ciò avverrà su basi volontaristiche o attraverso una direttiva comunitaria. Ci sono resistenze di fronte a quest’ultima ipotesi. Qualunque ipotesi prevarrà, è comunque importante l’impegno che sarà assunto".

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