SICUREZZA. ANCI e Cittalia: ecco le risposte dei Sindaci

La legge 125 del 24 luglio 2008 e il successivo decreto Maroni del 5 agosto hanno ampliato i poteri di ordinanza dei Sindaci sulla sicurezza urbana. Al fine di verificare come i Sindaci hanno agito concretamente per far fronte al problema, l’ANCI e la Fondazione Cittalia hanno avviato una ricerca sul tema dell’insicurezza urbana a partire dall’analisi delle ordinanze dei Sindaci. Quelli che seguono sono i primi risultati emersi relativi a oltre 600 ordinanze sul tema. Di queste, ne sono state selezionate, in quanto rispondenti ai requisiti, 508 firmate da 318 Sindaci.

Innanzitutto emerge che sono soprattutto i sindaci dei comuni medi ad aver assunto provvedimenti sul tema della sicurezza urbana: il 24% delle ordinanze è stato emanato in comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti, il 27% tra 15mila e 50mila e 11% tra 50mila e 100mila. I comuni di grandi dimensioni, quelli con oltre 250 mila abitanti hanno emesso l’11% del totale delle ordinanze presenti nella banca dati.

Tuttavia, se si considera che in Italia oltre il 90% dei comuni è di medie-piccole dimensioni (fino a 15mila abitanti), emerge un quadro piuttosto differente. Infatti, dei 12 comuni con popolazione superiore ai 250mila abitanti, ben 9 hanno emesso un’ordinanza, pari quindi al 75% del totale. Analogamente i comuni con popolazione tra 100mila e 250mila, in cui sono stati il 77% dei Sindaci ad emanare un provvedimento. Al contrario sono solo il 5,7% dei comuni con popolazione tra 5mila e 15mila abitanti e l’1% dei piccoli comuni ad aver assunto provvedimenti in materia di sicurezza urbana.

I Sindaci più sensibili al problema si trovano al Nord. Infatti il 66,4% delle ordinanze è stata emesso da Sindaci di Comuni del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 39,9% e 26,5%). Solo il 6,7% delle ordinanze è stato emesso dai Sindaci dei Comuni delle Isole, mentre nel Centro e Sud le ordinanze emesse sono rispettivamente l’11,8% e il 15,1% del totale.

Le 508 ordinanze sono state emesse da 318 comuni italiani. In particolare, è la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di ordinanze emesse: in 81 comuni (il 5,2% dei comuni presenti nella Regione) sono stati emessi 141 provvedimenti. Significativi i dati di Emilia Romagna, Toscana e Veneto, in cui, pur essendo stato emesso un numero assoluto inferiore di ordinanze, si registrano percentuali più elevate di coinvolgimento dei comuni. Infatti, il 7,6% dei comuni emiliano-romagnoli, il 7,7% dei comuni toscani e l’8,6% di quelli veneti hanno assunto provvedimenti in materia di sicurezza sulla base della legge e del Decreto Ministero dell’Interno.

Rispetto agli ambiti di intervento, il tema maggiormente trattato è quello della prostituzione (19%). Seguono l’abuso di alcol, in termini di consumo e somministrazione di bevande alcoliche e di abbandono di bottiglie e bicchieri di vetro, lattine, e contenitori vari, il vandalismo e l’accattonaggio molesto (utilizzando animali, minori o esibendo malformazioni e imputazioni). Percentuali più basse invece per schiamazzi, abusivismo commerciale e bivacchi.

Nella gran parte dei casi il destinatario dei divieti è l’intera collettività (per esempio, le ordinanze antiprostituzione). Nel 12% dei casi l’ordinanza è rivolta a specifiche categorie di soggetti (ad esempio, gli esercenti commerciali per quanto attiene il divieto di somministrazione degli alcolici) e nel 19% soggetti privati.

L’ambito di applicazione riguarda generalmente l’intero territorio comunale (58%). Nel 23% dei casi riguarda invece una specifica area (ad esempio il mercato o le aree prossime a luoghi di cura, come nel caso delle ordinanze sull’accattonaggio) e nel 19% l’ordinanza si applica ad una o più specifiche piazze, vie o quartieri.

Infine, relativamente ai giorni ed agli orari di applicazione, nell’85% dei casi i contenuti delle ordinanze trovano applicazione nell’arco dell’intera giornata; più limitato è il caso dell’applicazione in specifici giorni o fasce orarie (i week end, e, soprattutto, le ore notturne).

 

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