SICUREZZA. Cittadinanzattiva: “Scuole italiane a rischio”

Mancano i certificati di agibilità e di prevenzione incendi. I crolli di intonaco sono frequenti. Il 36% degli edifici è privo di scale di sicurezza. E la maggior parte delle scuole non sono affatto nuove: solo una piccola parte è stata costruita dopo il 1990 mentre oltre la metà è stata costruita fra il 1900 e il 1965. Una scuola su dieci non è sicura e il 30% è appena sufficiente. Le situazioni peggiori si concentrano al Sud e nelle isole ma complessivamente l’insicurezza delle scuole è un dato diffuso in tutto il Paese. È la fotografia della scuola italiana che emerge dal IV Rapporto sulla sicurezza degli edifici scolastici presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva, che ha lanciato la IV Giornata nazionale delle sicurezza scolastica, prevista per il prossimo 24 novembre. Alla conferenza ha preso parte il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.

Cittadinanzattiva ha messo sotto i riflettori 271 scuole di 88 città, 25 province e 12 Regioni (Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna). I punti di debolezza sono la mancanza di certificazioni, da quello di agibilità statistica a quello igienico-sanitario alla prevenzione incendi, i crolli frequenti di intonaco, l’assenza di scale di sicurezza e la presenza nelle aule di banchi e sedie rotti. Continua a essere difficile reperire i fondi per la messa in sicurezza delle scuole e manca la cultura della sicurezza: dove esistono porte antipanico – denuncia Cittadinanzattiva – spesso queste sono chiuse con lucchetti o ingombre di materiali di ogni genere. Le scuole sono spesso di vecchia costruzione: su 247 edifici scolastici, oltre la metà è stato costruito fra il 1900 e il 1965. In particolare, il 14% è stato costruito prima del 1900, l’11% dal 1900 al 1940, il 28% dal 1940 al 1965, il 41% dal 1965 al 1990 e solo il 5% dal 1990 al 2000. Più del 70% delle scuole si trova in aree a rischio sismico e il 15% in aree con problemi di ordine pubblico o episodi di criminalità nei pressi o all’interno della scuola. Su quest’ultimo aspetto, durante il monitoraggio della situazione ambientale sono stati segnalati 25 episodi di criminalità (22 avvenuti nei pressi della scuola e 3 all’interno della scuola), 32 episodi di bullismo e 90 episodi di vandalismo all’interno della scuola. Gli infortuni che sono stati dichiarati sono complessivamente 1.241.

Il 68% delle scuole non ha il certificato di agibilità statica e il 71% non ha quello di agibilità igienico-sanitario mentre ben il 75% è privo del certificato di prevenzione incendi. I crolli di intonaco, abbastanza diffusi, si riscontrano nel 23% delle mense, nel 21% dei laboratori, nel 15% delle palestre e nel 5% delle aule. Le porte antipanico sono quasi del tutto assenti nei servizi didattici: non ci sono nell’80% delle aule computer, nell’82% delle biblioteche e nel 78% delle palestre. Ben il 36% delle scuole sono prive delle scale di sicurezza. E una situazione particolarmente grave si registra nelle palestre: quasi una scuola su tre non ha infatti una palestra al suo interno e non ne fa uso neanche all’esterno. Per le altre, il 15% ha attrezzature danneggiate, solo il 7% ha attrezzature specifiche per studenti disabili, il 15% ha la pavimentazione danneggiata e il 40% è privo di cassette di pronto soccorso. I rischi non diminuiscono in cortile: nel 24% dei casi questi spazi sono ingombri di rifiuti e di mobili non utilizzati e nel 35% dei casi hanno una recinzione in cattive condizioni. Il livello di vivibilità è carente anche all’interno delle strutture perché ci sono banchi e sedie rotti (28% e 23% delle scuole), pavimenti sconnessi (10% degli edifici), finestre non integre (12% delle aule) e prive di tapparelle o di persiane (24%). Un dato positivo rispetto agli scorsi anni è rappresentato dal fatto che nella maggior parte dei casi sono stati nominati i responsabili della sicurezza e tutte le figure previste dalla legge 626/94, mentre le prove di evacuazione sono state svolte nel 92% delle scuole a fronte del 75% registrato lo scorso anno.

No a tagli indiscriminati, sì alla razionalizzazione delle spese e alla eliminazione degli sprechi: questa la posizione del segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini. "Non siamo contrari ad una razionalizzazione del personale al fine di ridurre sprechi, inefficienze e privilegi – ha commentato Teresa Petrangolini riferendosi alla Finanziaria – ma chiediamo che tale razionalizzazione sia basata su piani predisposti con le regioni e le scuole e non su calcoli algebrici e puri automatismi".

Rispetto dei tempi per il completamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, conferenze annuali pubbliche con gli amministratori locali per individuare piani complessivi di intervento e promozione della cultura della sicurezza sono alcune delle richieste di Cittadinanzattiva, che ha evidenziato il problema dei fondi. "Ad oggi – rilevano i responsabili – mancano all’appello i 500 milioni di euro per le scuole situate nelle zone a rischio sismico: di quel fondo, non sono stati ancora erogati i primi 194 milioni approvati dal Cipe e pubblicati nella GU dell’agosto 2005, mentre del secondo stralcio, di circa 300 milioni di euro, si sono del tutto perse le tracce. Chiediamo lo stanziamento per la Finanziaria 2007 di ulteriori fondi per la messa in sicurezza di tutte le scuole, per invertire la tendenza negativa che ha visto un successivo decremento e poi un annullamento dei soldi stanziati: dagli 826 milioni di euro del triennio 1996-98 al 720 mln di euro del 1999-2001, ai 461 mln di euro del 2003-2004, fino all’assoluta mancanza di finanziamenti per il 2005 e 2006".

Il Ministro della Pubblica Istruzione ha sottolineato le carenze dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica: "Dal 2003 sono stati stanziati i fondi, a oggi abbiamo i dati solo della Regione Molise". Poco meno o poco più del 30% delle Regioni forniranno quest’anno i dati per l’Anagrafe dell’edilizia scolastica e se la situazione continuerà in questo modo "attiveremo strumenti alternativi". "Avere la conoscenza di come stanno le scuole – ha affermato Fioroni – è prerequisito di civiltà di un Paese moderno".

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