SICUREZZA. Consiglio Ue approva direttiva per la protezione di Infrastrutture Critiche Europee

Approvata dal Consiglio dei Ministri Ue di Giustizia e Affari Interni la direttiva comunitaria sull’identificazione e designazione delle Strutture Critiche Europee e sulla valutazione della necessità di migliorarne la protezione. Tale direttiva si inserisce nell’ambito della Comunicazione adottata dalla Commissione Ue ad ottobre 2004, in seguito agli attacchi terroristici di Madrid di marzo 2004 sulla Protezione delle Infrastrutture Critiche nella lotta contro il terrorismo.

Con la definizione di Infrastrutture Critiche si intende tutti quei servizi essenziali per il benessere della popolazione, la sicurezza nazionale, il buon funzionamento del Paese e la sua crescita economica, ossia il sistema elettrico ed energetico, le varie reti di comunicazione, le reti e le infrastrutture di trasporto persone e merci (aereo, navale, ferroviario e stradale), il sistema sanitario, i circuiti economico-finanziari, le reti a supporto del Governo, delle Regioni ed enti locali, quelle per la gestione delle emergenze, ecc. Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica, tali infrastrutture sono diventate sempre più complesse ed interdipendenti ("effetto domino"). Se ciò ha migliorato la qualità dei servizi erogati ed ha contenuto i costi, tuttavia ha indotto nuove ed impreviste vulnerabilità, che rischiano di indurre reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere del Paese, anche a causa dei pericoli legati all’estremizzazione dei fenomeni climatici, alla tormentata situazione socio-politica mondiale e alle minacce terroristiche.

"La direttiva espone le misure previste dalla Commissione per garantire la corretta funzionalità delle Infrastrutture Critiche Europee, cioè di quelle infrastrutture il cui eventuale malfunzionamento avrebbe come diretta conseguenza un impatto significativo sulla qualità della vita dei cittadini in almeno due Stati Membri dell’Unione Europea", ha spiegato in una nota l’ingegnere Luisa Franchina, che ha rappresentato il Governo Italiano durante l’iter formativo della direttiva.

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