SICUREZZA. Dall’Ue preoccupazioni per la gestione dei dati personali

Il Controllore europeo della protezione dei dati (CEPD) ha pubblicato oggi le sue prime osservazioni sulle tre comunicazioni, presentate dalla Commissione europea il 13 febbraio scorso, per lo sviluppo di una strategia di gestione integrata delle frontiere esterne dell’Ue. Il Controllore ha lamentato il fatto che le misure proposte, sebbene motivate dal legittimo obiettivo di rendere le frontiere dell’Unione più sicure, e di facilitare lo spostamento dei viaggiatori in buona fede, esigono un esame attento dei dati personali e potrebbero quindi generare significative intrusioni nella vita privata. Il CEPD è preoccupato dalla grande sorveglianza sui viaggiatori, prevista dal Sistema di informazione di Schengen di seconda generazione o dal Sistema di informazione sui visti; dalle forti debolezze che presenta l’utilizzo della biometria, soprattutto in termini di accessibilità e precisione.

Il CEPD si è concentrato sulle misure che riguardano la protezione dei dati, in particolare la creazione di un sistema di entrata ed uscita che comprenderà la registrazione di informazioni sui viaggiatori, l’utilizzo dei dati biometrici ed eventualmente la creazione di un’ampia base di dati europei.

Le violazioni della vita privata, secondo il controllore europeo, devono avere delle solide giustificazioni e dimostrare chiaramente la loro necessità e i sistemi di base dati esistenti devono essere sottoposti ad un controllo e ad una valutazione migliori.

"E’ essenziale – ha dichiarato Peter Hustink del CEPD – che l’impatto sul diritto alla vita privata delle persone che varcano le frontiere dell’Ue sia preso doverosamente in conto. Insufficienti garanzie di protezione dei dati non solo disturbano la privacy degli individui, ma diventano controproducenti, diminuendo la fiducia nell’azione del governo".

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