SICUREZZA. Ecosistema Scuola di Legambiente: 36% edifici in emergenza

La scuola italiana è quasi in pezzi. Vista dall’esterno, continua a denunciare lacune e carenze ormai diventate storiche: edifici che hanno bisogno di manutenzione urgente, strutture vetuste costruite nel 65% dei casi prima del 1974, collocazione in aree a rischio sismico. I numeri, questa volta, sono restituiti dalla XI edizione di Ecosistema Scuola di Legambiente, presentato oggi: il 36% degli edifici scolastici italiani è in situazione di emergenza e la percentuale delle scuole che necessita di interventi di manutenzione straordinaria non ha fatto registrare variazioni positive negli ultimi anni; su 42.000 edifici la metà è situata ancora in aree a rischio sismico e solo il 58% possiede il certificato di agibilità.

Il rapporto sull’edilizia scolastica è stato realizzato monitorando scuole d’infanzia primarie e secondarie di primo grado di 93 capoluoghi di provincia e racconta di un patrimonio edilizio scolastico ancora in stato di emergenza. Solo il 10,14% è costruito secondo criteri antisismici. Una nota positiva è data dal fatto che nella quasi totalità degli edifici vengono fatte prove di evacuazione e più del 90% ha le porte antipanico, ma la certificazione di prevenzione incendi c’è solo nel 35,4% dei casi e le scale di sicurezza sono presenti in poco più del 50%.

Poi ci sono tutte le carenze legate ai mancati controlli su amianto e radon e alla presenza di svariate fonti di inquinamento o di rischio ambientali nelle vicinanze delle scuole. Denuncia Legambiente: "Oltre a non essere in sicurezza, le scuole italiane non monitorano neanche il rischio ambientale: malgrado la legge 257 del 1992 richieda alle regioni il censimento degli edifici in cui siano presenti strutture in amianto e che gran parte degli edifici scolastici siano stati edificati nei decenni in cui venivano utilizzato per costruire, ben il 18% dei comuni non fa il monitoraggio delle strutture in amianto. Stesso discorso per il radon, che viene monitorato solo dal 30% delle amministrazioni mentre sono assolutamente sottovalutati i rischi derivanti dalla vicinanza ad elettrodotti, monitorati solo dall’11% dei comuni e presenti in una percentuale del 3,4%. Quasi il 17% degli edifici si trova invece a meno di 5 km da industrie e il 10,5% a meno di un km da fonti di inquinamento acustico. 15% è la percentuale degli istituti che si trovano in prossimità di antenne per i cellulari".

In una graduatoria che rileva il livello di qualità dell’edilizia scolastica, in testa c’è il Centro Nord. "Ad aprire la graduatoria dei Comuni capoluogo di provincia è Prato (1°), seguita da Trento (2°), Parma (3°), Biella (5°), Frosinone (8°) e Terni (9°), mentre entrano nella top ten Siena (4°), Alessandria (6°), Reggio Emilia (7°) e Verbania (10°). Sul fronte delle regioni sono, invece, ancora una volta il Piemonte, la Toscana e l’Emilia Romagna le portabandiera della qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica. La prima città del Sud è Napoli, che quest’anno si piazza al 24° posto".

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