SICUREZZA. Giocattoli, Parlamento Ue adotta risoluzione

Il Parlamento europeo ha approvato oggi una risoluzione comune sulla sicurezza dei giocattoli con la quale invita il Consiglio ad adottare «senza indugio» l’attuale proposta della Commissione relativa ad un regolamento del Consiglio sull’indicazione del paese di origine di taluni prodotti importati da paesi terzi. Esorta poi il Consiglio e la Commissione ad incrementare gli scambi di informazione e la cooperazione transfrontaliera al fine di controllare e distruggere le importazioni di prodotti contraffatti

Secondo gli europarlamentari, i consumatori hanno "diritto a conoscere l’origine dei prodotti importati nell’UE" e le autorità di sorveglianza devono disporre di idonee informazioni con le quali rintracciare l’origine dei prodotti.

Il Parlamento ha invitato inoltre la Commissione a presentare la prevista revisione della direttiva sulla sicurezza dei giocattoli (88/378/CE) entro la fine di quest’anno, garantendo che essa comprenda efficaci ed efficienti requisiti in materia di sicurezza dei prodotti.

Il Parlamento europeo si è anche espresso sulla necessità di un Marchio europeo per la sicurezza del consumatore (a complemento del marchio CE) per tutti gli operatori economici, al fine di aiutare il consumatore "a compiere una scelta informata dei prodotti". Questo marchio, è peraltro precisato, deve essere volontario e, quando adottato da un produttore, dovrebbe sostituire tutti i marchi di sicurezza nazionali.

I deputati hanno invitato poi la Commissione ad aumentare l’efficacia del sistema RAPEX per garantire che gli Stati membri individuino il maggior numero di prodotti non sicuri, per farli ritirare o richiamare dal mercato. Dovrebbe inoltre includere il monitoraggio e la notifica al sistema RAPEX, per consentire di misurare l’efficacia delle azioni di richiamo dei prodotti. Occorre poi chiarire, caso per caso, la procedura sui divieti di importazione, qualora gli standard in materia di sicurezza siano regolarmente elusi, mentre la Commissione dovrebbe poter bandire i beni di consumo dal mercato UE se questi prodotti si rivelano non essere sicuri.

Il Parlamento ha sottolineato infine la necessità di rafforzare la cooperazione con i paesi terzi che sono grandi esportatori di beni di consumo verso l’UE e, in particolare, con la Cina, fornendo assistenza tecnica per applicare le norme in materia di salute e sicurezza lungo l’intera filiera nonché di migliorare la cooperazione doganale». Chiede poi alla Commissione di chiarire la sua attuale politica commerciale contemplando i prodotti potenzialmente pericolosi in generale, nonché tessili e giocattoli, in particolare. La Commissione è anche invitata ad includere standard comuni in materia di salute e sicurezza nei negoziati della prossima generazione di accordi di partenariato e cooperazione e di accordi di libero scambio nonché ad istituire meccanismi per monitorare le modalità in cui tali standard vengono rispettati.

Apprezzamento è stato espresso dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC) che si augura che presto la Commissione UE faccia propria questa decisione. L’associazione dei consumatori aveva espresso, fin dalle prime notizie relative alla Mattel, forti preoccupazioni per l’aumento esponenziale dell’importazione di giocattoli Made in China e da altri Paesi che non garantiscono il controllo sui prodotti nocivi utilizzati nella produzione di giocattoli destinati spesso ai più piccoli.

"L’indicazione del paese d’origine sui prodotti importati e l’istituzione di un Marchio europeo per la sicurezza dei consumatori, oltre al marchio CE, – commenta Antonio Longo, presidente MDC – sono misure indispensabili che, se approvate, andrebbero a potenziare ulteriormente i controlli sugli articoli di importazione e a punire con maggiore severità chi non rispetta essenziali regole di sicurezza".

MDC apprezza anche il lavoro che il Ministero dello Sviluppo Economico sta portando avanti in questo ambito e, nel contempo, sollecita l’istituzione di una Commissione di inchiesta sulla sicurezza dei giocattoli, in particolare su quelli di importazione, coinvolgendo anche le associazioni dei consumatori.

In ogni caso, soprattutto quando si tratta di articoli destinati ai bambini, il consiglio dell’associazione è quello di affidarsi sempre a ditte specializzate e marchi conosciuti, piuttosto che a venditori ambulanti e non autorizzati.

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