SICUREZZA. Governo battuto in Senato: passano emendamenti dell’opposizione

Il governo è stato battuto per tre volte al Senato sul ddl sicurezza. La maggioranza è andata sotto in tre votazioni per le quali era stato chiesto il voto segreto. Sono passati quindi gli emendamenti presentati dall’opposizione per rendere meno complicati i ricongiungimenti familiari per gli immigrati. Una delle parti dell’articolo originale che è stata abrogata prevedeva che il questore dovesse rilasciare il titolo di soggiorno per i familiari di uno straniero regolare soltanto se questi stessi familiari erano regolarmente soggiornanti in Italia "ininterrottamente da almeno cinque anni".

Bocciata la detenzione di 18 mesi. Sempre in tema di immigrazione, il Senato ha reintrodotto nel ddl sicurezza la norma della Bossi-Fini che fissa in un massimo di 60 giorni la permanenza degli stranieri irregolari nei Centri di identificazione per un periodo superiore ai 60 giorni. Il testo previsto dal governo estendeva invece la detenzione a 18 mesi.

L’Assemblea, inoltre, ha approvato la norma che garantisce il gratuito patrocinio per le vittime dei reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale di gruppo, reati per i quali si stabilisce l’obbligo di custodia cautelare in carcere, previsione quest’ultima contestata dalle opposizioni non per motivi di merito ma per ragioni di coerenza complessiva delle norme di procedura penale già minata dall’approvazione dell’articolo 23 con cui viene ampliato il novero dei reati per i quali si dispone la custodia cautelare in carcere.

Approvato poi l’articolo 36 che interviene sull’ordinamento delle anagrafi della popolazione residente, nonché sul testo unico in materia di immigrazione. In particolare, al fine di poter fissare la residenza si prevede una rigorosa procedura di verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile. Successivamente sono stati approvati l’articolo 37 volto a reprimere l’utilizzazione delle agenzie per il trasferimento di fondi (money transfer) per la movimentazione di risorse appartenenti alla criminalità organizzata o a organizzazioni di carattere terroristico e l’articolo 38 che inasprisce la normativa in materia di lotta alle operazioni di riciclaggio, incrementando poteri e compiti delle autorità preposte al controllo e alla repressione.

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