SICUREZZA. In Italia ogni anno circa un milione di infortuni sul lavoro

Ogni anno in Italia si verificano poco meno di un milione di infortuni sul lavoro, di cui circa 1.200 con esito mortale, e più di 25.000 casi di patologie professionali e correlate al lavoro. È quanto ha affermato il Ministro della Salute Livia Turco che ha illustrato alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento alle cosiddette "morti bianche" le attività del Ministero per contrastare il fenomeno.

"Le statistiche riferite al periodo 2001/2005 rilevano che ogni anno si verificano poco meno di 1 milione di infortuni sul lavoro, di cui circa 1.200 con esito mortale, e più di 25.000 casi di patologie professionali e correlate al lavoro, con una distribuzione infortunistica fortemente influenzata dalle dimensioni demografiche e occupazionali delle diverse aree geografiche del Paese – ha detto ieri il ministro nella sua relazione – I settori a più alto rischio di infortunio sono la lavorazione dei metalli, la lavorazione dei minerali non metalliferi, la lavorazione del legno e le costruzioni. Per quanto riguarda gli infortuni mortali la maggiore incidenza si rileva invece nel settore dell’edilizia, in quello dell’industria manifatturiera e in quello dei trasporti.
Sappiamo anche che la difficile emersione del lavoro irregolare costituisce uno dei maggiori problemi per una reale ed efficace azione di prevenzione".

Il Ministro ha ricordato innanzitutto il lavoro svolto insieme al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale per la messa a punto del "Testo unico" per razionalizzare, semplificare e migliorare la normativa sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, al vaglio delle Camere. E la sottoscrizione del "Patto per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro" con le Regioni e Province Autonome, prevista a fine giugno. I punti qualificanti comprendono "la definizione di standard di attività di vigilanza definiti per i Servizi delle ASL, che prevedono complessivamente a livello nazionale la realizzazione di 250.000 interventi ispettivi/anno (a fronte dei 75.000 interventi svolti oggi), proporzionati alla consistenza numerica delle unità locali delle imprese attive nei rispettivi territori e con una copertura tendenziale di almeno il 5% delle unità locali in un anno"; "il potenziamento operativo dei Servizi delle ASL, coerente e funzionale in rapporto ai LEA e alle esigenze territoriali riferite alla struttura produttiva/occupazionale, ai fattori di rischio, ai dati epidemiologici sui danni alla salute della popolazione lavorativa" e "l’aggiornamento continuo degli operatori, al fine di adeguare l’attività di prevenzione alle esigenze di tutela della salute all’interno del mercato del lavoro in continua evoluzione".

Fra le iniziativa realizzate o in via di realizzazione ci sono accordi specifici come l’accordo nazionale per la cantieristica navale, l’accordo per il porto di Genova, per il porto di Napoli e per il petrolchimico Eni di Gela. "Per l’area industriale dell’Ilva di Taranto abbiamo poi sottoscritto – viene ricordato – uno specifico accordo con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, la Regione Puglia, l’Arpa regionale, l’INAIL e l’ISPESL, per la realizzazione del Nucleo Operativo Integrato, per fronteggiare al meglio il fenomeno infortunistico attraverso una presenza continua e costante". È stato inoltre ricordato anche il regolamento REACH per il controllo di tutte le sostanze prodotte.

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