SICUREZZA. In arrivo norme e sanzioni contro chi non denuncia il pizzo

Oggi il Governo presenterà in Parlamento un emendamento al "pacchetto sicurezza" che prevede l’interdizione delle imprese aggiudicatarie di pubblici appalti e la risoluzione dei contratti in corso se le stesse imprese non hanno denunciato il pizzo. Si introducono praticamente le prime sanzioni nei confronti dell’imprenditore che gestisce appalti pubblici e non segnala alle forze dell’ordine la pressione degli estorsori. Lo ha detto il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, ieri a Palermo per il forum ‘Antiracket: da Addiopizzo a Libero Futuro analisi e prospettive’, annunciando anche che è allo studio con il Ministro dell’Interno Roberto Maroni un monitoraggio sulle modalità di risarcimento delle vittime del racket, per velocizzare l’iter delle richieste.

Da sottolineare è il fatto che le denuncie stanno crescendo: nell’ultimo trimestre 2008 22 operatori economici vittime del pizzo si sono rivolte alle Forze dell’ordine per denunciare le estorsioni. "Numeri incomparabili rispetto al passato", ha commentato Mantovano, sottolineando il ruolo dell’associazionismo in questa rinata partecipazione della società civile alla lotta contro il racket. A spiegare questa presa di consapevolezza mossa dalla volontà di azione è intervenuto al dibattito di ieri il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello: "Nel Paese il clima è mutato, lo Stato é presente e forte e tutela gli operatori economici che non possono più nascondere dietro l’alibi della paura connivenze e rapporti di convenienza con i clan. Insomma, denunciare ormai é un dovere".

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