SICUREZZA. Incidente acciaieria Torino, il dolore in mostra

Apre questa sera alle 18.30 a Torino "Chi muore al lavoro", mostra fotografica sulla tragedia della Thyssenkrupp. A quattro mesi dall’incidente che ha causato la morte di sette operai, il capoluogo piemontese riapre la ferita delle morti bianche attraverso settanta fotografie di piccolo formato esposte fino al 18 maggio su un muro della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, centro di arte contemporanea. Gli scatti di fotografi come Badolato, Pisani e Restek mostrano quanto resta dello stabilimento violentato dalle fiamme nella notte del 6 dicembre, il dolore dei parenti e degli amici, la partecipazione e il cordoglio della città.

I familiari delle vittime hanno partecipato all’inaugurazione, senza celare il proprio malcontento non solo nei confronti dell’azienda ma anche dei sindacati. "Se i sindacati avessero veramente voluto fare qualcosa non avrebbero accettato il fatto che fossero gli operai, senza alcuna preparazione, a spegnere i piccoli incendi che puntualmente si verificano in fabbrica – si sfoga con la cronista de Il Giornale Simona Lorenzetti, Rosina De Masi, madre di Giuseppe – perché non hanno scioperato? Dov’erano quando l’Asl faceva i controlli e diceva che andava tutto bene? Adesso che sette mariti, figli, fratelli sono morti scendono in piazza. È tardi, almeno per noi".

L’esposizione, gratuita, rappresenta la prima iniziativa dell’Anno della sicurezza nei luoghi di lavoro proclamato dal Comune e verrà accompagnata dalla proiezione di filmati di Rai Teche; l’iniziativa ha ricevuto anche il Patrocinio della Presidenza della Repubblica e Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio per l’inaugurazione. Mentre il regista Mimmo Calopresti sta girando un documentario-denuncia, il 1° maggio, sempre alla Fondazione Sandretto, sarà presentato, infine, il video dal titolo "Come l’acciaio" di Gianluca e Massimiliano De Serio.

PDF: Il manifesto della mostra

PDF: Il messaggio di Napolitano

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