SICUREZZA. Incidente acciaieria a Torino, la Thyssen si “attrezza” contro ricorsi e class action

Un verbale di conciliazione sindacale in cui il lavoratore si impegna a non rivalersi in sede legale contro l’azienda. È questo il documento che la Thyssenkrupp, l’acciaieria teatro di una delle stragi sul lavoro più dolorose degli ultimi anni, sta facendo firmare a quegli operai, in totale 96, che hanno trovato un’altra occupazione senza attendere il piano di ricollocazione aziendale. A denunciarlo il sindacato dei metalmeccanici Fiom che all’indomani dell’incidente aveva promesso di dar battaglia all’impresa attraverso una class action o costituendosi parte civile nel processo.

"E’ un fatto gravissimo che arriva all’indomani della tragedia della Thyssenkupp – commenta il leader nazionale Fiom Gianni Rinaldini – e conferma l’atteggiamento di assoluta arroganza dell’azienda e manca di ogni forma di sensibilità, soprattutto tenuto conto del procedimento giudiziario in corso nei confronti dei dirigenti della multinazionale". "Stiamo parlando di un verbale standard adottato dalle aziende e non studiato ad hoc per il prossimo processo penale – è la risposta indiretta di uno dei difensori degli indagati Ezio Audisio – contiene previsioni transattive che chiudono i rapporti lavoratori-azienda in modo tombale".

In merito è duro Giorgio Airaudo, dirigente sindacale a livello cittadino: "Se la Thyssen utilizzava questo verbale già prima della strage, nasce il sospetto che avesse interesse a cautelarsi. Se invece è stato modificato ci troviamo di fronte ad un’azienda che tenta di sottrarre ai lavoratori un diritto, quello di costituirsi parte civile. In ogni caso per noi sono atti non validi, lavoreremo perché vengano rimossi gli effetti".

Il documento in oggetto permette ai lavoratori di ricevere un buono uscita dai 15.000 ai 35.000 euro e rende impossibili di fatto non solo azioni penali contro la Thyssen ma anche qualsiasi risarcimento nel caso in cui la magistratura accertasse le responsabilità dei dirigenti in materia di sicurezza. La novità non cambia però la linea dei sindacati che si batteranno fino in fondo per avere giustizia e tuttora non escludono di ricorrere alla class action: "Questa vicenda – è il commento del segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi – dimostra che i dirigenti della Thyssenkrupp sono dei mascalzoni e bisogna fare il possibile perché abbiano la sanzione che meritano".

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