SICUREZZA. Incidenti stradali, Aci/Istat: 590 sinistri al giorno nel 2009, vittime in calo

Nel 2009 ogni giorno ci sono stati in media 590 incidenti stradali che hanno causato 12 decessi e 842 feriti. Rispetto al 2008, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,6%) e dei feriti (-1,1%) e un calo più consistente del numero dei morti (-10,3%). In particolare, nel 2009 gli incidenti stradali rilevati in Italia sono stati 215.405, causando il decesso di 4.237 persone, mentre altre 307.258 hanno subito lesioni di diversa gravità. È quanto emerge dal Rapporto sugli incidenti stradali 2009 di Aci e Istat, presentato oggi, che fa il punto della situazione sulle strade italiane.

Nel corso degli anni, fra il 2001 e il 2009, si riscontra una diminuzione degli incidenti e delle vittime: i numeri indicano che in questo arco di tempo "gli incidenti stradali con lesioni a persone sono passati da 263.100 a 215.405, con un calo del 18,1%; i morti sono diminuiti da 7.096 a 4.237 (-40,3%) e i feriti da 373.286 a 307.258 (-17,7%). Va sottolineato poi che, nello stesso arco temporale, il parco veicolare è cresciuto di circa il 18% (+0,2% tra il 2008 e il 2009). Nello stesso periodo si è registrata anche una costante riduzione dell’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti), passato dal 2,7% nel 2001 al 2,0% nel 2009".

Il mese più critico è quello di luglio. Uno dei soggetti più deboli fra le persone coinvolte negli incidenti è il pedone: "Il rischio di infortunio causato da investimento stradale è particolarmente alto per la popolazione anziana, più frequentemente coinvolta nel ruolo di pedone sulla strada".

Sintetizza l’Aci: "Diminuiscono gli incidenti, morti e feriti sulle strade italiane. Il Rapporto Aci-Istat evidenzia, infatti, nel 2009 un calo, rispetto all’anno precedente, di sinistri (215.504; -1,6%%), morti (4.237; -10,3%) e feriti (307.258; -1,1%), verbalizzati dalle Forze dell’Ordine. Luglio si conferma il mese "nero", sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora più critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi, e i week-end sono fortemente a rischio. I giovani "under 25" sono i più colpiti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade".

"Se con i dati 2010 si confermerà la diminuzione del 10% delle vittime sulle strade – ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – allora l’Italia centrerà l’obiettivo europeo con il dimezzamento dei morti rispetto al 2001. Oggi siamo decimi nella graduatoria internazionale con -40,3% rispetto alla media UE pari a -35,1. Per consolidare i risultati serve un impegno sinergico sul piano educativo con l’avvio di un’offerta formativa più adeguata soprattutto per i giovani, esposti a un rischio tre volte più alto di provocare o subire un incidente. Il 15% dei conducenti coinvolti in un sinistro ha meno di 21 anni, quindi meno di tre anni di esperienza al volante: ecco perché l’Automobile Club d’Italia sottolinea la necessità di istituire l’obbligo per i neopatentati di un corso di guida sicura".

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