SICUREZZA. Indagine Ue: 20 Stati membri proteggono i minori da videogiochi violenti

Sono 20 i Paesi dell’Europa che applicano attualmente il PEGI (Pan European Games Information – Informazioni Paneuropee sui giochi): un sistema di classificazione, in base all’età, di misure di protezione dei minorenni dai videogiochi dannosi. Il PEGI è stato messo a punto nel 2003 dalla Commissione europea per limitare gli effetti negativi che alcuni videogiochi hanno sui comportamenti dei ragazzi, rendendoli più aggressivi.

Da un’indagine effettuata dalla Commissione emerge il seguente quadro: attualmente in Germania e Lituania ci sono leggi specifiche vincolanti per tale settore; Malta si rifà alla normativa generale; Cipro, Lussemburgo, Romania e Slovenia non applicano alcun sistema; in 15 Stati membri sono in vigore leggi sulla vendita nei negozi di videogiochi dal contenuto dannoso per i minorenni, ma l’ambito di applicazione legislativo cambia da un paese all’altro. L’Italia, insieme a Germania, Irlanda e Regno Unito hanno fin’ora vietato alcuni videogiochi violenti.

PEGI, che nel 2007 è stato lanciato anche on line vista la rapida crescita dei videogiochi in rete, ha l’appoggio dei principali fornitori di consolle in Europa e fornisce ai genitori importanti avvertimenti sulle conseguenze che alcuni prodotti possono avere sui loro figli. Secondo la Commissione è però necessario che gli Stati membri integrino PEGI ai propri sistemi di classificazione, per aumentarne l’efficacia.

Entro 2 anni, inoltre, verrà concordato un codice deontologico paneuropeo sulla vendita dei giochi ai minorenni. Il settore dei videogiochi realizza in Europa importanti introiti e ha bisogno, come il mercato dei cellulari e delle telecomunicazioni, di una chiara autoregolamentazione.

"Tutti i consumatori hanno bisogno di informazioni chiare e veridiche per scegliere in cognizione di causa, ma in questo caso particolare si tratta dei bambini, che sono tra i consumatori più vulnerabili che esistano nella società" ha dichiarato Meglena Kuneva, commissaria europea responsabile per la tutela dei consumatori. "E il nostro messaggio chiaro, oggi, è che l’industria e le autorità nazionali devono fare di più per dare a tutti i genitori il potere di decidere correttamente per sé stessi e per i loro figli", ha aggiunto Kuneva.

La commissaria Ue responsabile per la società dell’informazione, Viviane Reding, ha sottolineato l’importanza di una maggiore responsabilità da parte dei genitori per questo settore in continua crescita. Nel ricordare l’importanza del PEGI come esempio di autoregolamentazione responsabile da parte dell’industria, Reding ha invitato gli Stati membri a disciplinare "la vendita dei videogiochi nei negozi in modo da far rispettare l’esigenza fondamentale di protezione dei minorenni".

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