SICUREZZA. Infortuni mortali sul lavoro, 2007 anno nero nel settore delle costruzioni

Nel settore delle costruzioni nel 2007 sono stati 235 gli infortuni mortali. Lo rileva la Fillea Cgil che ha svolto un monitoraggio sul proprio sito internet precisando che il dato è " sicuramente in difetto a causa della difficoltà di reperire notizie sulla totalità degli infortuni che quotidianamente avvengono, che spesso vengono denunciati come incidenti domestici, automobilistici o non denunciati affatto".

"Quello della sicurezza continua ad essere per il nostro sindacato un assillo quotidiano- afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil, Franco Martini – e continuerà ad esserlo fino a quando, al di là delle cifre, avremo prova di una reale inversione di tendenza. Non possiamo accontentarci della lieve flessione del fenomeno infortunistico registrata dall’Inail. Le vittime del lavoro sono ancora troppe ed è per questo che continueremo a batterci con ogni strumento perché nei nostri cantieri non si debba più morire". Secondo l’Inail infatti nel periodo gennaio-settembre 2007, rispetto allo stesso periodo del 2006, c’è stata una diminuzione degli infortuni dell’ 1,5% e del 2,1% di quelli mortali, confermando comunque il dato dell’aumento del 3,7% degli infortuni dei lavoratori immigrati che si infortunano il 50% in più degli italiani. Nonostante questi dati i risultati dell’analisi della Fillea Cgil continuano ad essere preoccupanti. Nel 2006 il sindacato delle costruzioni Cgil aveva registrato 258 casi mortali, nel 2005 le morti bianche erano state 191, per quanto riguarda gli anni precedenti nel 2004 avevamo contato 231 casi e 215 nel 2003.

In particolare, circa il 50% degli infortuni sono stati al Nord (116). Segue il Sud e le Isole con il 32% e il Centro con il 18%. La regione che registra il maggior numero di morti bianche è la Lombardia con 43 casi, seguita dal Veneto 22, Campania 19 e Lazio 18. A morire sul lavoro sono soprattutto gli immigrati: una persona su sei era straniero, esattamente come lo scorso anno. Su 235 vittime, il 16,60% (39 persone) era un lavoratore straniero. E’ la caduta dall’alto la causa più frequente di infortuni (42,55%). Tra le altre cause è da rilevare l’aumento dei casi di vittime travolte da gru, carrello elevatore o ruspa (20,85%), colpite da materiali di lavoro (14,89%).

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